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Guardie ecologiche volontarie

Torino, il volontariato ambientale in numeri: oltre 26 mila ore nel 2025

Guardie ecologiche volontarie tra controlli, scuole, sentieri e tutela del territorio

Nel Torinese, oltre 26mila ore di volontariato ecologico: scuole, sentieri e monitoraggi

Torino mette in fila i numeri del suo volontariato ambientale diffuso: tra il 1° gennaio e il 30 novembre 2025 le guardie ecologiche volontarie (GEV) hanno dedicato 26.185 ore alla Città metropolitana, con 3.143 servizi che spaziano dalla vigilanza alla didattica, dalla manutenzione dei sentieri al supporto ai progetti scientifici.


Sul fronte dei controlli, sono stati eseguiti 3.644 accertamenti, dai quali sono emerse 866 criticità: un termometro utile per capire dove intervenire su rifiuti, abusi e comportamenti a rischio. La gestione amministrativa e il coordinamento del servizio hanno richiesto 4.388 ore, segno di una macchina organizzativa che regge il passo di un impegno capillare sul territorio.

L’educazione ambientale resta uno dei pilastri: 495 interventi nelle scuole hanno coinvolto 6.596 alunni, portando in aula buone pratiche, conoscenze su habitat e biodiversità, e un’idea concreta di cittadinanza attiva. È qui che l’opera delle guardie ecologiche volontarie si fa “doppio” volontariato: civico e ambientale, con ricadute dirette sulle comunità locali.

Nella manutenzione e sentieristica sono stati realizzati 74 interventi all’interno di parchi e aree protette, per 1.155 ore complessive: tracciati più sicuri, fruibilità migliore, tutela dei corridoi ecologici. Sul versante dei monitoraggi, spicca il progetto Life WolfAlps: 924 ore distribuite su 65 uscite, tra raccolta dati, osservazioni e supporto alle attività dei tecnici.

Il bilancio dell’anno e le prospettive per il 2026 saranno al centro dell’assemblea annuale del 10 gennaio, nella sede della Città metropolitana. Il messaggio politico-amministrativo è chiaro: informazione, formazione e coinvolgimento dei cittadini restano la chiave per preservare habitat e qualità degli ecosistemi, con le GEV a fare da cerniera tra istituzioni e territorio.

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