l'editoriale
Cerca
Il caso
07 Gennaio 2026 - 13:00
Prima i licenziamenti paventati a fine ottobre, poi la marcia indietro con la cassa integrazione, pochi giorni fa, il 29 dicembre. "Si saranno resi conto che non conveniva loro pagare il gettone di licenziamento". Quel che è certo è che "l'intenzione è andare via di Torino". È il commento amaro di Massimiliano Mosca, segretario generale Filctem Cgil dopo i mesi di incertezza dei lavoratori torinesi della Carlo Pignatelli Srl, storico marchio che produce abiti da cerimonia e matrimonio culminata con l'annuncio shock: il licenziamento di 14 dipendenti torinesi. "Aria di crisi ce n'era, ma è successo tutto in modo inaspettato. Senza concedere trattative o dare spazio ad altre soluzioni", continua Mosca.
Proprio questa crisi è stata al centro della prima riunione del 2026 della Terza commissione consiliare del Comune di Torino, dove Mosca e Simona Lancellotti (entrambi Filctem Cgil) si sono confrontati coi rappresentanti delle istituzioni.
La procedura di licenziamento collettivo è stata aperta in modo inatteso il 28 ottobre 2025. «Hanno annunciato 14 esuberi, di cui 8 tra magazzino e sartoria in via Reiss Romoli, e i restanti in altri settori. L'azienda non ha previsto né uscite volontarie né incentivi, né inizialmente il ricorso agli ammortizzatori sociali» spiega Lancellotti.
Il 29 dicembre, però, durante un incontro in Regione Piemonte, la proprietà ha comunicato il ritiro della procedura di licenziamento per avviare la cassa integrazione. Una svolta che, secondo i sindacati, ha soprattutto una motivazione economica. «Abbiamo la ragionevole certezza che sia una scelta dettata dal costo dei licenziamenti» – ha detto Mosca – non da un reale piano di rilancio.
Cassa integrazione e futuro incerto L’ipotesi sul tavolo, ora, è quella di un anno di cassa integrazione, ma i sindacati restano scettici. «Quando si parla di "rilancio" con queste modalità spesso significa preparare una chiusura». Un nuovo incontro è fissato per il 19 gennaio, ma al momento non è stato presentato alcun piano industriale.
Uno dei nodi principali, in base a quanto emerso in commissione, sarebbero i costi delle sedi: solo l'immobile di via Reiss Romoli comporterebbe un affitto di circa 18 mila euro al mese, con tentativi di riqualificazione poi abbandonati perché ritenuti troppo onerosi.
Nel frattempo, è cambiato anche l'assetto societario, con un nuovo amministratore e l'ingresso di Francesco Gianfala come proprietario del marchio (al posto del suo fondatore Carlo Pignatelli): un passaggio che ha aumentato le preoccupazioni sul futuro del legame tra l’azienda e la città.
Il dibattito politico
Per Domenico Garcea (vicecapogruppo di Forza Italia) la vicenda conferma una perdita di attrattività di Torino per le imprese: «estremamente delicata e preoccupante» la scelta dell’azienda: «Parliamo di una realtà storica dell’imprenditoria torinese che rischia di interrompere il proprio legame con la città. Serve un intervento urgente delle istituzioni per tutelare i lavoratori». Mentre Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha proposto un documento bipartisan della Commissione per trattenere le aziende in città. Ludovica Cioria (PD) ha invece sottolineato la necessità di responsabilizzare gli imprenditori, più che attribuire colpe al territorio.
Il presidente della Commissione, Pierino Crema (PD), ha chiesto approfondimenti sugli immobili e sulla gestione societaria. Nella replica finale, Mosca ha chiarito che non sono coinvolte categorie protette nella procedura e che nessun piano industriale è stato presentato.
In chiusura, l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Paolo Chiavarino ha parlato di una situazione inaspettata anche per la Città, proponendo di audire la proprietà in commissione: "Solo pochi mesi fa erano stati annunciati investimenti, oggi messi in discussione".
Il timore condiviso, tra sindacati e politica, è che quello di Carlo Pignatelli possa diventare l'ennesimo marchio storico pronto a lasciare Torino, con conseguenze occupazionali ed economiche ancora tutte da misurare.
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Massimo Massano
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..