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Il caso

Aula di Aska al campus, gli studenti sono divisi: «Università in ostaggio»

Nasce il dibattito in occasione dell'assemblea degli antagonisti di oggi

Aula di Aska al campus, gli studenti sono divisi: «Università in ostaggio»

Dopo che l’università di Torino ha autorizzato la concessione di un’aula al Campus Luigi Einaudi per l’assemblea di Askatasuna, che si terrà oggi, sono emerse reazioni diverse tra gli studenti. Emma, ad esempio, ha sottolineato che «esistono già numerose aule autogestite e presidiate da gruppi simili, i loro spazi ci sono già in università, non vedo dove sia lo scandalo. L’università deve essere uno spazio libero, i recenti avvenimenti non dovrebbero creare un pregiudizio».

Luca e Lorenzo hanno commentato che «alla fine non sono tutti dei criminali. È vero, ci sono stati atti di violenza, però questo non vuol dire che a ogni occasione si ripeta la stessa situazione. Se c’è stato un comune accordo va bene che siano lì». Diego invece, pur riconoscendo la validità dell’accordo, ha osservato che «non hanno un’ottima reputazione con gli accadimenti recenti e già questo sarebbe motivo per non concedere nulla. Vediamo come va, se si dimostreranno ancora una volta quelli di sempre».

C’è chi va nella direzione opposta. Enrico ha commentato: «Non stiamo più al gioco di Ateneo che continua a legittimare le solite quattro liste dei centri sociali che alle scorse elezioni non sono riuscite a ottenere, insieme, i voti che ha ottenuto il Fuan - Azione Universitaria. Diciamo basta ad un’università che è ostaggio di questi soggetti, dimenticandosi della volontà degli studenti ribadita dalle scorse votazioni».

Lorenzo, primo eletto del Fuan a giurisprudenza, ha aggiunto: «Spesso sui giornali si parla genericamente di studenti, ma questi personaggi non hanno niente a che fare con gli studenti veri. Sono ridicoli adoratori del ’68, ormai fuori dalla storia». Davide, primo eletto del Fuan a cps, ha commentato: «È uno psicodramma a sinistra. I famosi ‘antagonisti’ che volevano farsi regalare da Lo Russo Askatasuna piangono perché traditi, ed ecco che Unito li consola».

In aggiunta alle reazioni degli studenti, nel pomeriggio di ieri i rappresentanti del Fuan hanno organizzato un presidio in Rettorato e i rappresentanti hanno incontrato il Prorettore Cuniberti. «Comprendiamo il dramma degli ‘Antifa’ di Askatasuna, prima illusi dalla liaison con il PD, e poi finiti a piangere sul ricordo del loro ex centro sociale. Il fatto però che a consolarli ci debba pensare UniTo, concedendo l’università pubblica per una maxi seduta di terapia del lutto, è vergognoso.» I rappresentanti ribadiscono che la concessione dovrebbe essere vincolata al rispetto della libertà di espressione di tutte le liste studentesche, incluso il Fuan. In parallelo, anche il Leoncavallo di Milano, storico centro sociale sgomberato la scorsa estate, ha annunciato la partecipazione all’assemblea di oggi a Torino, «rinnovando il sostegno ad Askatasuna».

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