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Torino, assemblea su Askatasuna: l’Università indica la Palazzina Einaudi come sede

Appuntamento previsto per sabato 17 gennaio. La rettrice Cristina Prandi parla di “confronto positivo”

Torino, assemblea su Askatasuna

Askatasuna ha annunciato sui propri canali social lo svolgimento a Torino di un’assemblea nazionale che, secondo le previsioni degli organizzatori, potrebbe richiamare centinaia di partecipanti

Askatasuna ha annunciato sui propri canali social lo svolgimento a Torino di un’assemblea nazionale che, secondo le previsioni degli organizzatori, potrebbe richiamare centinaia di partecipanti, tra attivisti dell’area antagonista, militanti da diverse città italiane e delegazioni dall’estero, con presenze segnalate anche dalla Francia.

L’evento si terrà negli spazi dell’Università di Torino, nella Palazzina Einaudi, vicino al campus che ospita i poli di Giurisprudenza e di Culture, Politica e Società. La sede inizialmente indicata, Palazzo Nuovo, non sarà quindi utilizzata. Il cambio di location è maturato dopo interlocuzioni che hanno coinvolto il prorettore Gianluca Cuniberti e il Cua (Collettivo universitario autonomo), indicato come gruppo studentesco vicino ad Askatasuna.

L’Ateneo conferma l’autorizzazione e precisa che l’apertura degli spazi avverrà appositamente per l’iniziativa, chiedendo che tutto si svolga nel rispetto delle regole interne e della legalità. La richiesta formale per l’uso dell’aula è attribuita a rappresentanze studentesche, tra cui Cua, Studenti indipendenti, Cambiare Rotta, Fgc e Coordinamento antifascista universitario. In una nota firmata da Cristina Prandi e Gianluca Cuniberti si fa riferimento a un “positivo confronto” e alla condanna di azioni violente e illegali, ribadendo al contempo la funzione dell’università come luogo di dialogo e confronto democratico.

La governance segnala inoltre un passaggio di coordinamento con le autorità, ringraziando Prefetto e Questore di Torino per la collaborazione e per la possibilità di condividere le scelte adottate, anche in relazione agli aspetti di sicurezza.

All’interno dell’ambiente accademico, tuttavia, non mancano perplessità. Valeria Marcenò, direttrice del dipartimento di Giurisprudenza, ricorda che l’università è un luogo aperto, ma osserva che nei processi autorizzativi viene spesso considerato il profilo scientifico degli eventi e che, per questo motivo, incontri di taglio politico non sempre vengono ospitati. Raffaele Caterina, ex direttore di Giurisprudenza, afferma di comprendere la decisione se la richiesta proviene dalla comunità studentesca, ma chiede che siano stati valutati tutti gli aspetti di rischio, ricordando che in passato iniziative analoghe sono state sospese in contesti ritenuti più sensibili.

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