Cerca

Il progetto

Torino, protocollo "One Health" per sostenere persone fragili e i loro animali d'affezione

Contro la solitudine a Torino il protocollo che sostiene il legame tra persone fragili e i loro animali; slitta per il nuovo canile sanitario a metà 2027

Torino, protocollo "One Health" per sostenere persone fragili e i loro animali d'affezione

 

«Quasi la metà dei nuclei familiari a Torino è fatta di persone sole (il 47% nel 2024, ndr). Un quadro di potenziale solitudine, nel quale l’animale da compagnia può diventare un elemento decisivo per migliorare la qualità della vita. Torino sta cambiando e noi dobbiamo preoccuparci di avere delle soluzioni, degli strumenti che diano pari dignità a chi sceglie un animale da compagnia per migliorare la propria quotidianità, pur vivendo situazioni di difficoltà».

Con queste parole l’assessore comunale alla Tutela Animali Francesco Tresso ha presentato questa mattina, nella Sala Colonne di Palazzo Civico, il protocollo d’intesa per sostenere la relazione tra persone in condizioni di fragilità e animali d’affezione, firmato da Città di Torino, Asl Città di Torino, Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie, Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Torino e Lav – Lega Anti Vivisezione, sede di Torino.

Il protocollo, già operativo da una settimana e con durata triennale a partire dal 15 gennaio 2026, si fonda sul principio solidaristico della “One Health”, l’approccio che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. L’obiettivo è promuovere e consolidare, laddove possibile, il legame tra persone vulnerabili e i loro animali, riconoscendone il valore come fattore di salute fisica, psicologica ed emotiva.

Cuore operativo dell’intesa è l’ambulatorio veterinario sociale dell’Asl Città di Torino, in via degli Abeti 16, nel quartiere Falchera. Attivo da circa un anno, l’ambulatorio garantisce cure medico-veterinarie gratuite o a condizioni agevolate per gli animali appartenenti a persone residenti in città e seguite dai servizi sociali. Non si tratta di una clinica veterinaria tradizionale, ma di un presidio pubblico pensato per la presa in carico dei casi segnalati dalla rete sociale cittadina.

«Fino ad oggi abbiamo visitato oltre 150 animali da compagnia, effettuato più di 90 esami diagnostici e 34 vaccinazioni», ha spiegato il direttore generale dell’Asl Città di Torino Carlo Picco, sottolineando il valore di un progetto reso possibile dalla collaborazione tra istituzioni e sostenuto anche da finanziamenti regionali. «È un intervento complesso che ha contribuito anche a rivitalizzare un quartiere spesso marginalizzato, creando un punto di accoglienza e di riferimento».

Il protocollo rafforza una rete già attiva, che coinvolge servizi sociali, professionisti, università e terzo settore. E che nel 2024 ha già previsto uno sforzo da parte della Regione di circa 10mila euro nel 2024. È prevista l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio e confronto e l’avvio di una vera e propria “task force” per accompagnare le persone più fragili nella gestione degli animali, anche nei casi più complessi. 

«Con questo protocollo sanciamo un principio: dietro ogni animale c’è una persona che se ne prende cura», ha ribadito Tresso. «Garantire l’accesso alle cure veterinarie significa tutelare gli animali, ma anche sostenere la dignità e il benessere delle persone», ha sottolineato invece l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli. Un modello che fa di Torino una città precursore in Italia sul fronte della veterinaria sociale, trasformando il legame uomo–animale in una concreta politica pubblica di salute e inclusione.

Ma di cosa si occuperà concretamente l'ambulatorio? Farà vaccinazioni, visite, fornirà farmaci. L'ambizione del Comune è che da ambulatorio fisico e basta si propaghi una rete. Concordando prestazioni a prezzi agevolati con i veterinari privati e collaborando con l'Università per una diagnostica avanzata e se necessaria chirurgia.

"Siamo orgogliosi che il Piemonte sia il precursore, in questi, come per altri esempi virtuosi, nella cura sociale non si può prescindere dalla cura animale", conclude Francesca Mandarini – Responsabile Lav Torino.

E novità ci sono anche per quel che concerne la riqualificazione e l’efficientamento energetico del canile di strada Cuorgnè 139 e la realizzazione di un nuovo canile sanitario, in sostituzione di quello vecchio di via Germagnano 11, non più adeguato strutturalmente e recentemente demolito. "Entro metà anno stimiamo di poter far partire i lavori", annuncia Tresso.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.