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La commissione
22 Gennaio 2026 - 20:05
Ostello e polo artistico nel futuro della Cavallerizza
Un campus universitario all’ex Tecumseh, storica fabbrica di motori di tagliaerba situata a Mirafiori Sud e chiusa ormai vent’anni fa. Il “Polo delle Arti” con aule studio, hotel, uffici e musei alla Cavallerizza Reale di via Verdi, nel cuore della città. Un “rooftop”, ovvero un terrazzo, su Palazzo Micca, l’edificio di piazza XVIII dicembre, ex grattacielo Rai.
Sono queste alcune delle “promesse” del nuovo Piano Regolatore che la città sta per portare in Consiglio per approvazione. Lo strumento grazie al quale tutti questi progetti potranno atterrare sulla città, trasformandola. Parola dell’assessore all’Urbanistica di Palazzo Civico Paolo Mazzoleni, incaricato di portare a termine la “missione” entro fine consiliatura, che questo pomeriggio ha fornito l’ultimo aggiornamento sul tema nella commissione all’Urbanistica presieduta da Tony Ledda (Pd).
Tra le sue innovazioni l’introduzione dei “servizi ecosistemici”, che daranno vita ad aree a uso pubblico subordinate a una convenzione con vincolo perpetuo di inedificabilità. Un approccio teso a preservare vincoli territoriali, permettendo comunque di assecondare la domanda di servizi. «Non vietiamo nulla, ma se si vuole cambiare destinazione d’uso bisogna valutare come varia quello che c’è intorno», spiega Mazzoleni. E tutelare le esigenze della città. Ad esempio, non solo parchi «da tempo libero» sul modello del Valentino, ma boschi urbani, aree agricole coltivate con criteri ecologici. «Spazi permeabili capaci di migliorare il microclima, assorbire acqua e produrre benefici ambientali. Un verde meno monumentale e più diffuso, anche perché - sottolinea Mazzoleni - la città non potrebbe permettersi la manutenzione di “quattro nuovi Valentino”». «La nostra necessità ecologica non è solo “liesure”, ma bisogno di permeabilità», continua.
Infine, il centro storico. Il nuovo Piano conferma una scelta che ha reso Torino un caso quasi unico in Italia: uno stesso strumento urbanistico che vale sia come piano della città sia come piano di dettaglio del centro storico. Nei tessuti storici il livello di analisi scende fino al singolo edificio, mantenendo e aggiornando l’impianto dell’allegato storico già presente nel Piano vigente. «È la parte di città che cambia meno, ma che continua a richiedere una cura particolare, integrata però dentro una visione complessiva», racconta l’assessore.
Il percorso è ancora in divenire: dopo il passaggio in commissione, e nuovi approfondimenti, il confronto proseguirà in Consiglio comunale e con la fase delle osservazioni. Sull’iter grava ancora, inoltre, l’emendamento promosso dal capogruppo della Lega Fabrizio Ricca al Cresci Piemonte, che chiede paletti fissi alla Regione in termini di tempi, previsto non prima di febbraio.
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