Cerca

il caso

Morto dopo la rapina in villa, è caos funerale: «Solo in privato». La rabbia dei sinti

La questura vieta la cerimonia in stile “Casamonica” di Adamo Massa, accoltellato in Lombardia e che viveva in corso Unione

Morto dopo la rapina in villa, è caos funerale: «Solo in privato». La rabbia dei sinti

Morto dopo la rapina in villa, è caos funerale: «Solo in privato». La rabbia dei sinti

Una morte in ospedale dopo una colluttazione mentre stava commettendo una rapina a Lonate Pozzolo. E adesso, il caso del funerale a Torino che non si può celebrare in forma pubblica, con una cerimonia che avrebbe dovuto essere “pomposa” come vuole la tradizione. Sono arrivate le prescrizioni da parte della questura per quanto riguarda le esequie funebri di Adamo Massa, il 37enne di etnia sinti che il 14 gennaio, con dei complici tra cui un figlio, aveva fatto irruzione in una villetta a Lonate Pozzolo. Il proprietario di casa, Jonathan Rivolta, si era svegliato, lo aveva raggiunto e accoltellato. Massa era morto all’ospedale di Magenta, dov’era stato lasciato dai suoi complici.

In questi giorni, il popolo dei sinti è in lutto e ha mandato alla famiglia di Massa un numero spropositato di messaggi di cordoglio (specialmente sui social come TikTok) e se ieri pomeriggio è stato celebrato il rosario al campo di corso Unione Sovietica, ai confini tra Torino e Nichelino (dove il 37enne viveva) oggi proprio al campo avrebbe dovuto esserci il funerale. Un funerale molto “appariscente”, sulla falsariga dei Casamonica di Roma o, solo per rimanere a Torino, come quello avvenuto nel 2019 per Idriz Seferovic, uno degli storici capi rom. E invece, la questura ha vietato cerimonie pubbliche e solenni, prescrivendo che Massa venga seppellito in forma privata e solo alla presenza dei parenti stretti. Decisione che ha fatto esplodere la rabbia dei sinti del campo di corso Unione Sovietica. «Non c’è da avere paura - spiegavano ieri i sinti - perché quello che vogliamo fare è omaggiare un nostro fratello che non c’è più e stare vicino a una famiglia distrutta da questo lutto».

La bara di Adamo Massa è alla casa funeraria di Collegno, in via Rosa Luxemburg. Oggi alle 13.30 avrebbe dovuto essere al campo nomadi di corso Unione, per poter permettere alla comunità di omaggiare il morto. Quindi ci sarebbe stata la funzione in chiesa vicino al cimitero di Nichelino. E infine, la sepoltura. E invece, in base alle prescrizioni, per motivi di ordine pubblico, il feretro del 37enne da Collegno andrà direttamente al cimitero di Nichelino. Niente musica, niente balli, niente festeggiamenti perché a salutare Massa saranno solo i parenti stretti. La comunità che vive al campo, non potrà esserci. «La comunità dei sinti non solo è molto addolorata per questa situazione, ma si sta chiedendo il perché di questa comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è sacra in queste occasioni. La numerosità non determina pericolosità, ma segno di rispetto», sottolinea Aizo, associazione che difende i diritti di rom e sinti.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.