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L'iniziativa

Gli Orsi Polari sfidano il gelo del Po: 133 tuffi per una tradizione lunga 127 anni

Dal tuffo del 1899 alla solidarietà di oggi: tra memoria, inclusione e rapporto con il fiume, Torino rinnova uno dei suoi riti più simbolici

Gli Orsi Polari sfidano il gelo del Po: 133 tuffi per una tradizione lunga 127 anni

Alcuni dei temerari che hanno affrontato le acque gelide del Po

Torino rinnova uno dei suoi riti più identitari e longevi. Anche quest’anno, lungo le sponde del Po, al Circolo Canottieri Caprera, si è svolto il tradizionale Cimento Invernale degli Orsi Polari, una sfida al freddo che affonda le sue radici nella storia della città e nel rapporto profondo tra Torino e il suo fiume. Sono stati 133 i temerari che si sono immersi nelle acque gelide del Po, tra cui anche bambini molto piccoli. Un numero importante, anche se non da record, per una manifestazione che dal gennaio del 1899 continua a rinnovarsi senza perdere la propria anima.

Il Cimento nacque su iniziativa del colonnello Nino Vaudano, fondatore della Rari Nantes Torino, una delle società sportive più antiche d’Italia e tra le prime a promuovere il nuoto nel nostro Paese, quando la disciplina era praticata da pochi pionieri. Solo due le interruzioni nella sua lunga storia: nel 1943, durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e nel 2020, a causa della pandemia da Covid-19. L’edizione 2026 è stata dedicata alla memoria di Sergio Marzorati, figura storica degli Orsi Polari, ex partigiano e per oltre trent’anni anima della manifestazione. Marzorati ha incarnato lo spirito del Cimento, tuffandosi regolarmente nel Po e diventando simbolo di determinazione e amore per lo sport.

«Gli Orsi Polari non si fermano da 127 anni, neppure davanti a un freddo micidiale», ha ricordato Davide Berrino, fondatore della ToSwim. «Tuffarsi nel Po significa dimostrare che il fiume è vivo, che fa parte di noi, e sottolineare l’importanza di saper nuotare e di stare in acqua in sicurezza, anche in condizioni difficili». Accanto al valore simbolico e sportivo, il Cimento mantiene una forte attenzione al sociale. La partecipazione prevedeva una donazione di 10 euro, destinata a sostenere i progetti della ToSwim Inclusive Academy, impegnata a favorire l’inclusione attraverso il nuoto e ad aiutare famiglie in difficoltà socio-economiche. «Imparare a nuotare non è solo fare sport - ha spiegato Berrino - ma acquisire uno strumento che può salvare la vita».

Tra gli Orsi che si sono tuffati nelle acque gelide del fiume, anche l’assessore al Verde e alla Cura della città, Francesco Tresso: «Questa manifestazione racconta la storicità del rapporto tra Torino e il Po. Come amministrazione stiamo lavorando per riallacciare un legame sempre più forte con i nostri fiumi». Sul tema della balneabilità, Tresso ha evidenziato come la qualità delle acque sia migliorata negli anni: «Non siamo lontani dai parametri di balneazione, anche se restano criticità soprattutto nel periodo estivo per la componente batteriologica. L’inquinamento oggi è in gran parte di origine naturale e non presenta livelli inquietanti».

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