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Il caso

Spada di Damocle sul bilancio: l’assessore Tronzano tira dritto

Attesa per il parere dei revisori e l’opposizione insorge: «Pagherà la gente»

Spada di Damocle sul bilancio: l’assessore Tronzano tira dritto

«Non c’è nessun punto interrogativo. Il nostro bilancio è trasparente, sano, equilibrato». L’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano difende l’impianto della manovra 2026-2028, in discussione da ieri a Palazzo Lascaris, e contestato da un’opposizione “costruttiva” da quasi 600 emendamenti da discutere nei prossimi giorni. Oggi, che è in arrivo il nuovo parere dei revisori dei conti (dopo il “No” già dato lo scorso dicembre), non cambia nulla.

«I revisori, pure avendo fatto quello che la Corte dei Conti ci dice, ci hanno dato comunque un parere negativo. Loro danno un’opinione, ma è un parere e basta. Che non lede la parifica e l’equilibrio dei conti», spiega Tronzano. Si andrà avanti con convinzione, quindi, anche se il parere dovesse essere negativo. Quel che conta, sostiene l’esponente della Giunta Cirio, sarà la pronuncia a luglio della Corte dei Conti. Che potrà dare il suo “placet” al bilancio, concedendo la parifica (come avvenuto lo scorso anno, nonostante un disavanzo di circa 5 miliardi) o diniegarla (paventando in questo secondo caso lo spettro del commissariamento).

Ma se l’assessore siede serenamente al suo posto, chi salta dalle poltrone, denunciando un «gioco d’azzardo sulla pelle dei piemontesi», sono le capigruppo dell’opposizione. «Mancano risposte sul 70 per cento del bilancio. C’è poco da migliorare. Manca lo scheletro. L’unica certezza che dà è che sulla sanità questo bilancio non dà alcuna risposta», sferza la Verde Alice Ravinale. A luglio scorso, infatti, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi aveva detto che avrebbe impegnato 268 milioni di euro di fondi regionali. Ma «è davvero questo il disavanzo sanitario?», chiede Ravinale.

«Ci sono risorse appostate, ma non garantite. Servizi che non vedono le loro risorse aumentare, con il rischio di peggiorare», come quello della cultura. «Squilibri fino a due miliardi. Famiglie lasciate sole e zero piani», afferma invece la Dem Gianna Pentenero. Un «balletto imbarazzante», per Sarah Disabato (M5S). Che, coi suoi, preme sul salario minimo di 9 euro l’ora per i lavoratori degli appalti pubblici di competenza della Regione, «osteggiato dalla maggioranza senza vergogna» e accusa la Giunta di «fare lo scaricabarile sulla sicurezza». Mentre la capogruppo di Stati Uniti d’Europa Vittoria Nallo, promette battaglia in questa settimana di discussione. «Non siamo soddisfatti di come sta andando. Le decisioni che rinviano, si traducono in blocco dei servizi per tutti i cittadini. Non si governa come fosse una partita di poker», sottolinea netta. E infatti l’infografica della conferenza stampa indetta dalle capigruppo ieri pomeriggio, mostra proprio il presidente della Regione Alberto Cirio mentre gioca una partita di poker. Dall’altro lato del tavolo da gioco le opposizioni che, snocciolando i circa 600 emendamenti di merito, preannunciano un nuovo braccio di ferro.

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