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DALLA GIUNTA COMUNALE

Torino "salva" i negozi di quartiere: ecco le nuove regole

Stop a medie strutture in zone storiche, incentivi per botteghe locali

Chiavarino punta sul "vicinato": un milione ai negozi, quattro ai mercati

Foto d'archivio

La Giunta comunale di Torino ha dato il via libera a una revisione dei criteri urbanistici per il commercio in città. L'obiettivo è chiaro: tutelare i negozi di vicinato, combattere la desertificazione commerciale e adattare le norme alle trasformazioni economiche e sociali recenti, in linea con il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) in fase di definizione.

Il provvedimento si inserisce in un quadro di politiche urbane sostenibili, puntando a valorizzare l'economia di prossimità come pilastro per la qualità della vita, la coesione sociale e l'accesso ai servizi nei quartieri.

I limiti alle medie strutture

Focus su medie strutture di vendita (da 250 a 2.500 mq): tornano compatibilità rigide, con divieti in zone sensibili. Ad esempio, niente esercizi tra 901 e 1.800 mq negli addensamenti A2 e A3 (storici secondari e commerciali urbani forti), né tra 1.801 e 2.500 mq negli A3. Si introduce un contributo extra per riqualificare il commercio esistente, con dettagli in arrivo.

Nasce anche una definizione urbanistica di "economia di prossimità" d'interesse pubblico: nelle nuove trasformazioni urbane, quota di spazi dedicata (max 2.500 mq), con incentivi per attività storiche, mercati rionali e spazi ibridi, inclusi canoni calmierati.

Integrazione con il PRG

Le norme si allineano al PRG, che vede i quartieri come "infrastruttura strategica" per servizi equilibrati e identità locale, basati su storia, demografia e analisi qualitative.

Conferme e aggiornamenti: soglia di 400 mq per esenzioni da standard pubblici nelle ZUCS (possibile estensione ad A1); disincentivi per cambi in residenziale o turistico-ricettivo; no parcheggi obbligatori per medie strutture fino a 900 mq vicino a stazioni (estendibile a 300 mt), con push per mobilità sostenibile. Tutelati cinema culturali e assi commerciali.

Il testo approderà ora nelle commissioni consiliari, poi in Consiglio per l'ok definitivo e l'armonizzazione col PRG. Un passo verso una Torino più viva nei suoi quartieri.

Le parole dell'assessore Chiavarino

“Con questa revisione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città di Torino mette ordine nelle regole sul commercio per renderle più aderenti alla realtà dei quartieri e ai bisogni quotidiani delle persone. L’obiettivo è sostenere i negozi di vicinato e le attività di prossimità, evitare squilibri dovuti a una crescita non governata delle medie strutture di vendita, rendere più chiari i criteri di insediamento delle attività e favorire una distribuzione più equilibrata dei servizi sul territorio. La delibera rafforza il ruolo del commercio come presidio sociale ed economico, tutela l’identità dei quartieri e crea le condizioni per interventi di valorizzazione e rigenerazione urbana, anche attraverso incentivi e strumenti dedicati. Obiettivo della delibera è inoltre il contrasto alla desertificazione commerciale, anche tramite l’introduzione di alcune forme di disincentivazione per cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico ricettive. Il percorso proseguirà ora con il passaggio in Consiglio Comunale, per arrivare a una decisione condivisa e coerente con il nuovo Piano Regolatore”.

Ricerca scientifica

Per definire le nuove regole, l'Amministrazione ha coinvolto esperti: il Politecnico di Milano ha condotto un'indagine specialistica nel progetto “Supporto specialistico per l’economia urbana di prossimità. Sperimentazione di strumenti comunali per la valorizzazione e la tutela”, integrando analisi di TradeLab e dati della Camera di Commercio di Torino. Questo ha fornito un quadro aggiornato sulle dinamiche del commercio locale.

L'analisi ha evidenziato priorità come la ridefinizione degli "addensamenti commerciali", superando i vecchi criteri censuari per includere un'economia di prossimità più ampia: non solo negozi al dettaglio, ma anche artigiani alimentari e non, bar, servizi di formazione, sanità, sport e cultura. I nuovi confini si basano su densità reali, per regole più coerenti.

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