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LA RISPOSTA

Il turismo piemontese va aiutato: l'agonia del commercio

Confesercenti Piemonte risponde ai dati di Union Camere

Arriva il Bonus Turismo: ecco chi e dove richiederlo

Il turismo accelera in Piemonte, mentre il commercio arranca: è questo il ritratto a due colori tracciato da Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte, commentando i dati sulla natimortalità delle imprese diffusi oggi da Unioncamere. In un 2025 di crescita anemica (+0,29% complessivo), il settore turistico spicca con un +0,54%, a fronte del -1,13% del commercio al dettaglio.

Il turismo si dimostra ancora una volta come uno dei settori trainanti per il Piemonte e per questo va ulteriormente sostenuto e valorizzato”, esordisce Banchieri, sottolineando il potenziale del comparto in un contesto economico difficile. “Una crescita di oltre mezzo punto percentuale (+0,54) in una situazione non facile dal punto di vista dell’economia e dei consumi – continua Banchieri – dimostra che le attività del turismo e dell’accoglienza di Torino e del Piemonte rappresentano un elemento di imprescindibile per le sorti dell’economia locale, anche sotto il profilo occupazionale, laddove in altri settori persistono le difficoltà. Per questo sono necessarie politiche pubbliche di sostegno ancora più incisive e vanno migliorati i collegamenti e la comunicazione per far conoscere il ‘prodotto Piemonte’. ”

Il presidente non risparmia critiche al commercio, settore che continua a sanguinare. “Spiace dover constatare, invece, che persiste la crisi del settore del commercio, ancora una volta caratterizzato dal segno negativo (-1,13): fatto non sorprendente, ma che richiede sempre più urgentemente un’attenzione speciale, se non vogliamo che le nostre città siano ulteriormente impoverite del loro tessuto di negozi e mercati che svolgono un ruolo non solo economico ma a che di socialità e sicurezza. ”

L’appello di Banchieri arriva a poche ore dalla publicatione del report Unioncamere, che certifica un saldo positivo di 1.234 imprese nel Piemonte, ma con divari settoriali marcati. Turismo e servizi trainano, commercio e agricoltura affondano: per Confesercenti, senza interventi rapidi, le città rischiano la "desertificazione" commerciale, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali.

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