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L'ANALISI

Piemonte "rialza la testa": +1.234 imprese nel 2025, boom delle società di capitale

Un piccolo salto in avanti, il traino sono il turismo e i servizi

Piemonte "rialza la testa": +1.234 imprese nel 2025, boom delle società di capitale

Dopo la flessione del 2024, il Piemonte torna a un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni di imprese. Secondo i dati del Registro imprese delle Camere di commercio, nel 2025 sono nate 22.782 aziende, 104 in meno rispetto al 2024 (-0,5%), mentre le cessazioni sono state 21.548, in calo di 1.720 unità (-7,4%). Il risultato è un saldo positivo di 1.234 imprese, contro il negativo di 382 unità dell'anno precedente, con un tasso di crescita dello +0,29%.

A fine dicembre 2025, lo stock totale di imprese piemontesi ammonta a 417.011 unità, mantenendo la settima posizione nazionale e rappresentando il 7,1% del tessuto imprenditoriale italiano. I dati provengono da Movimprese, elaborati da Unioncamere Piemonte.

Il commento

“Il ritorno al segno positivo dimostra la resilienza del Piemonte che rialza la testa dopo la flessione del 2024. Sebbene la crescita sia meno intensa della media nazionale, il forte consolidamento delle società di capitale (+3,53%) testimonia un sistema produttivo regionale che punta su strutture più solide per affrontare le sfide del mercato. Resta però prioritario sostenere i settori in affanno e ridurre il divario tra i territori più dinamici e le province in sofferenza. In questo scenario, le Camere di commercio si confermano presidio indispensabile per interpretare i mutamenti economici e accompagnare le imprese verso la crescita. È solo attraverso il rafforzamento della nostra rete di servizi e l'ascolto diretto dei territori che potremo trasformare questa debole espansione in uno sviluppo strutturale e duraturo per l'intera regione” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

Il trend

La dinamica del 2025 conferma i trend strutturali dell’ultimo decennio, con un’espansione costante delle società di capitale a scapito delle altre forme giuridiche. Queste ultime superano ora le 94mila unità, rappresentando il 22,6% dello stock regionale, un balzo significativo rispetto al 16,3% e alle circa 72mila imprese del 2015. Il segmento delle società di capitale ha chiuso l’anno con un tasso di crescita del +3,53%, in linea con il 2024, mentre le società di persone hanno perso l’1,35%, le imprese individuali lo 0,39% e le altre configurazioni lo 0,24%. Pur inferiore alla media nazionale dello +0,96%, questo quadro evidenzia una regione che si orienta verso strutture più solide.

Ciascun settore

La debole espansione complessiva nasce da dinamiche settoriali molto differenziate, con alcuni comparti che sostengono il saldo positivo e altri che lo frenano. Gli altri servizi hanno guidato la crescita con un +1,96%, seguiti dal turismo allo +0,54% e dalle costruzioni allo +0,23%. Al contrario, l’industria in senso stretto ha registrato un ridimensionamento dello 0,89%, il commercio dell’1,13% e l’agricoltura del 2,11%, parzialmente smorzando il contributo positivo degli ambiti più dinamici.

Le province

Il Piemonte si divide tra aree in espansione e province in contrazione, con un quadro territoriale eterogeneo. A trainare la crescita sono state Novara con lo +0,66%, Torino con lo +0,60% e Cuneo con l’+0,11%, che hanno bilanciato le difficoltà del resto della regione. Verbano-Cusio-Ossola ha limitato le perdite allo 0,19%, ma Alessandria e Vercelli hanno chiuso allo 0,33%, Asti allo 0,37% e Biella allo 0,41%, evidenziando la necessità di interventi mirati per ridurre i divari.

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