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La curiosità
28 Gennaio 2026 - 09:00
Documenti sensibili. Accordi segreti. Persino un “miracolo” (l’affresco del 1453 lungo le sue quattro pareti che raffigura alcune scene del Miracolo Eucaristico). Si dice che l’Ufficio del sindaco, la sala di Palazzo civico riservata al primo cittadino torinese, conservi tutto questo, e anche di più. Si dice, perché di fatto la stanza del sindaco Stefano Lo Russo, è off-limits.
Oltre 7.500 visitatori, durante le visite guidate nel corso del 2025: un bilancio record. Ma poi tanti chiedono smarriti: e la stanza del sindaco?
Proprio su questo tema, si è aperto il confronto politico in Sala Rossa, lunedì scorso. A interrogare la vicesindaca Michela Favaro sull’esclusione dal percorso di visita della sala che ospita l’ufficio del sindaco, la consigliera di Torino Bellissima Silvia Damilano. «È una delle sale più belle e significative dell’intero Palazzo Civico, sia per il valore storico sia per il pregio artistico e istituzionale», spiega Damilano.
In effetti, l’Ufficio del sindaco, rappresenta uno degli ambienti più significativi del Palazzo per valore storico, artistico e simbolico. Tanto da essere anche chiamato “La Reggia del sindaco”.
La vicesindaca, dalla sua, pur ribadendo il pieno riconoscimento del valore della sala e dell’importanza delle visite guidate come strumento di trasparenza e avvicinamento della cittadinanza alle istituzioni, specifica le motivazioni della scelta. «Esigenze di sicurezza, riservatezza e tutela della privacy, strettamente connesse alla natura operativa dello spazio. Si tratta di un luogo di lavoro quotidiano – ha proseguito – in cui si svolgono attività sensibili, incontri istituzionali e momenti decisionali che richiedono adeguati standard di sicurezza, anche per la protezione di persone e documenti». Favaro ha poi ricordato che anche nelle precedenti amministrazioni l’accesso alla sala del sindaco non fosse mai stato ordinario, ma consentito solo in occasione di eventi istituzionali straordinari o protocollari. Una prassi, dunque, non nuova.
Resta comunque uno spiraglio: l’amministrazione ha disposto che durante le Giornate FAI sia consentito un affaccio dall’esterno, «per permettere ai visitatori di osservare e apprezzare l’ambiente senza compromettere le esigenze di sicurezza», ha aggiunto la vicesindaca.
Una risposta che poco convince Damilano. «Delle due l’una – replica netta la consigliera –: o la sala non è sicura, e allora non dovrebbe essere visitabile nemmeno durante eventi istituzionali o ricorrenze; oppure è sicura, e in quel caso i cittadini dovrebbero poterla visitare quando il sindaco è fuori sede».
E sulla “Reggia Lo Russo”, resterà l’alone del mistero. A torinesi e non concesso solo un affaccio esterno e solo in rare occasioni.
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