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Visite guidate

Un tesoro nascosto nel cuore di Torino: Le Rosine raccontano aprono le loro porte

Dal 1° febbraio visite guidate nel Polo Artistico Culturale per scoprire un luogo simbolo di educazione, lavoro e emancipazione femminile, tra storia, arte e memoria da preservare

Le Rosine, il “laboratorio” di emancipazione nel cuore di Torino: visite guidate per i 270 anni

Il giardino del Polo Artistico Culturale Le Rosine

Nel centro di Torino, a pochi passi dalle vie più frequentate, esiste un luogo che per secoli ha intrecciato storia, educazione e autonomia femminile. È il Polo Artistico Culturale Le Rosine, che dal 1° febbraio apre eccezionalmente le sue porte al pubblico con un ciclo di visite guidate pensate per raccontare un patrimonio poco conosciuto, ma di grande valore storico e sociale.

L’iniziativa nasce per celebrare i 270 anni dalla fondazione dell’Istituto, ospitato nello storico edificio donato nel Settecento da re Carlo Emanuele III a Rosa Govone. Era il 1756 quando il sovrano affidò alle Rosine l’antico Ospedale San Giovanni di Dio, trasformandolo nella Casa Madre dell’istituto in Piemonte. Qui, per generazioni, donne e giovani fanciulle hanno trovato accoglienza, istruzione e la possibilità concreta di imparare un mestiere, conquistando così una reale indipendenza economica e personale.

Un progetto educativo riassunto dal motto “Vivrai dell’opera delle tue mani”, che ancora oggi racchiude i valori fondanti della comunità: preghiera, lavoro, carità e autonomia. Principi che le visite guidate intendono riportare alla luce attraverso un percorso che unisce passato e presente.

Il primo appuntamento è in programma domenica 1° febbraio alle 10.30, seguito da un ricco calendario di date nei mesi successivi. Le visite, curate dall’architetto Paolo Sorrenti in collaborazione con CulturalWay, accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle sale storiche, della chiesa, del colonnato, del refettorio e del giardino, oltre a numerosi ambienti un tempo dedicati alla formazione professionale e culturale delle ragazze.

Tra gli spazi più affascinanti spicca l’antica Farmacia settecentesca, donata nel 1796 da Maria Clotilde di Borbone, moglie di Carlo Emanuele IV, che ne potenziò la struttura originaria. Oggi questo prezioso esempio di specieria storica necessita di un intervento di restauro: proprio in occasione dell’anniversario, viene avviata una raccolta fondi destinata al suo recupero e alla sua valorizzazione.

Le visite alle Rosine diventano, così, non solo un’occasione per conoscere un luogo straordinario del centro storico torinese, ma anche un invito a riflettere sul ruolo dell’educazione, della cultura e dell’emancipazione femminile, temi che da 270 anni continuano a parlare con sorprendente attualità.

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