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Il Piemonte vuole passare da India e Mercosur, Amalberto: «Il potenziale di crescita è enorme»

Durante la seconda edizione del "Rapporto Internazionalizzazione" di Confindustria Piemonte, si mettono sul tavolo le possibilità che possono far crescere l'export territoriale

Il Piemonte vuole passare da India e Mercosur, Amalberto: «Il potenziale di crescita è enorme»

Gli attori principali che hanno presentato i dati sull'export piemontese oggi alla UniCredit University di Torino

l Piemonte si conferma una regione fortemente proiettata sui mercati internazionali, con dati che raccontano una capacità di tenuta e di crescita nonostante un contesto globale complesso. A dirlo è Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, commentando la relazione sull’internazionalizzazione delle imprese piemontesi: «Il 60% delle nostre imprese esporta e il 75% di queste ha mantenuto o aumentato i livelli di fatturato all’estero. Questo significa che sui mercati internazionali ci siamo e che le prospettive sono molto positive».

Numeri emersi dalla seconda edizione del "Rapporto Internazionalizzazione" di Confindustria Piemonte, realizzato con il contributo di UniCredit, presentato presso la UniCredit University di Torino, e che certificano la solidità del sistema manifatturiero regionale, rafforzando l’interesse verso nuovi accordi commerciali strategici. Tra questi, il Mercosur rappresenta una partita fondamentale. «Ci auguriamo che l’accordo venga portato avanti, anche in via provvisoria - sottolinea Amalberto - perché per il Piemonte è un’area di grande importanza». L’Argentina, in particolare, è vista come un mercato naturale: «È un Paese con una forte presenza italiana ed europea, dove i nostri prodotti sono apprezzati». Oggi la bilancia commerciale tra Piemonte e Paesi del Mercosur è già positiva per circa 800 milioni di euro, con 1,4 miliardi di esportazioni a fronte di 600 milioni di importazioni. «Ma il potenziale di crescita è enorme», evidenzia il presidente di Confindustria Piemonte.

Un altro fronte decisivo è rappresentato dall’India. I rapporti con il Paese asiatico sono stati avviati già nei mesi scorsi, anche attraverso incontri istituzionali a Torino con l’ambasciatrice indiana in Italia e il consolato di Milano. «Abbiamo iniziato un percorso prima ancora che l’accordo europeo fosse sottoscritto - spiega Amalberto - e questo ci conferma che la direzione era quella giusta». Secondo il presidente, l’intesa di libero scambio tra Unione Europea e India apre prospettive significative soprattutto per settori chiave del Piemonte, come automotive, componentistica e meccanica. «L’automotive resta centrale: l’India è un grande Paese, con una classe media in crescita e una domanda potenziale enorme. Quando aumenta il reddito, aumentano anche le possibilità per le nostre esportazioni».

Sul tema interviene anche Barbara Cimmino, vicepresidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, che inquadra il ruolo del Piemonte in una strategia più ampia. «Oggi è indispensabile ragionare su tre livelli: territorio, dimensione nazionale e prospettiva europea», spiega. Un approccio che consente di rafforzare l’advocacy istituzionale e di offrire strumenti concreti alle imprese. Secondo la vicepresidente, l’accordo Ue-India rappresenta «una notizia strepitosa» per il Piemonte: «Riorienta completamente settori fondamentali come automotive e meccanica e crea un mercato potenziale di due miliardi di consumatori». Un’intesa che arriva in un momento critico, segnato da forti tensioni geopolitiche e dalla concorrenza internazionale, in particolare quella cinese.

«Non siamo in una fase di transizione - conclude Cimmino -: la trasformazione globale è già avvenuta. Servono strumenti nuovi, innovazione di prodotto e soprattutto di processo. Senza efficienza non c’è competitività». Un messaggio chiaro, condiviso anche da Amalberto: «Non possiamo permetterci di fermarci o di piangerci addosso. Il Piemonte è una grande regione manifatturiera e sui mercati internazionali può dire la sua. Ma dobbiamo continuare ad andare avanti, ogni giorno».

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