Cerca

L'analisi

Sempre più multinazionali in Piemonte: 1.300 imprese estere e 183 mila posti di lavoro

La seconda edizione dell’indagine della Camera di Commercio fotografa un sistema produttivo attrattivo, con investimenti in crescita e una forte integrazione con il territorio

Sempre più multinazionali in Piemonte: 1.300 imprese estere e 185 mila posti di lavoro

Foto di repertorio

Il Piemonte si conferma una delle regioni italiane più attrattive per le multinazionali estere. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine sulla presenza delle imprese a controllo estero, promossa dalla Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte. I numeri parlano chiaro: 1.300 imprese multinazionali insediate, per un totale di 5.680 localizzazioni e circa 183mila addetti, pari a una quota rilevante dell’occupazione regionale. Secondo lo studio, le multinazionali non rappresentano solo un valore quantitativo, ma anche qualitativo. Si distinguono infatti per una forte propensione agli investimenti, in particolare in innovazione, formazione e sviluppo tecnologico, elementi che segnalano la volontà di rimanere stabilmente sul territorio. L’indagine, condotta tra settembre e ottobre 2024 su un campione rappresentativo di 227 imprese, evidenzia come oltre l’80% abbia investito in Piemonte nel triennio 2022-2024, con una crescita rispetto alla precedente rilevazione. Le imprese di maggiori dimensioni risultano le più attive: tra quelle con oltre 250 addetti, la quota di investitori sale al 100%.

La distribuzione territoriale vede una forte concentrazione nella Città Metropolitana di Torino, che ospita circa il 72% delle imprese, seguita da Novara, Cuneo e Alessandria. La metà delle multinazionali è presente con unità produttive, mentre il 37% opera tramite uffici commerciali; una su quattro ha in Piemonte la sede italiana. Dal punto di vista dimensionale, solo una multinazionale su dieci è una grande impresa, ma il 64% rientra nella fascia delle piccole e medie imprese, confermando un tessuto articolato e diffuso.

Il settore più rappresentato resta l’automotive, che coinvolge quasi un’impresa su tre, seguito da commercio, chimica, meccanica, plastica e agroalimentare. Significativa anche la presenza in comparti ad alto contenuto tecnologico, come aerospazio e meccatronica. Per quanto riguarda l’origine dei capitali, il 69% delle multinazionali è europeo: Francia e Germania da sole rappresentano il 40%, mentre gli Stati Uniti pesano per il 12%. Le multinazionali investono soprattutto in macchinari e attrezzature, ma cresce anche l’attenzione alla formazione del personale, alla digitalizzazione e, seppur ancora in misura contenuta, all’intelligenza artificiale. Sul fronte della sostenibilità, quasi il 90% delle imprese ha adottato azioni concrete, non solo ambientali ma anche in ambito sociale e di governance.

Tra i principali punti di forza del Piemonte le imprese indicano le infrastrutture fisiche e digitali, la qualità del sistema universitario e formativo, la disponibilità di capitale umano qualificato e un’elevata qualità della vita. Restano però alcune criticità, comuni a gran parte del sistema Paese, come i costi dell’energia elevati, la complessità burocratica e alcune rigidità del mercato del lavoro.

Come sottolineato dal presidente della Camera di Commercio, Massimiliano Cipolletta, il dato forse più incoraggiante riguarda il futuro: oltre il 76% delle multinazionali prevede di mantenere la propria presenza in Piemonte nel triennio 2025-2027, mentre il 15% intende ampliarla. Solo una quota residuale valuta una riduzione o l’uscita dal territorio. Un segnale che conferma come la sfida non sia solo attrarre nuovi investimenti, ma trattenere e rafforzare quelli esistenti, favorendo la crescita di pilastri come ricerca, sviluppo e centri decisionali.

Secondo la Camera di Commercio e Ceipiemonte, uno degli elementi distintivi del Piemonte è la capacità di presentarsi in modo compatto, mettendo in rete istituzioni, università e Pmi. Una strategia riconosciuta anche a livello internazionale, come dimostrano i recenti riconoscimenti del Financial Times, che ha inserito la regione tra le più attive e innovative nelle politiche di attrazione degli investimenti.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.