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Edifici abbandonati nel parco della Pellerina, scatta lo sgombero dei senzatetto. All'interno anche cucine e termosifoni

Un ex magazzino e la casa del custode sono entrambi di proprietà comunale: «Ora bisogna trovare una destinazione d'uso»

Edifici abbandonati nel parco della Pellerina, scatta lo sgombero dei senzatetto. All'interno anche cucine e termosifoni

Edifici abbandonati nel parco della Pellerina, scatta lo sgombero dei senzatetto. All'interno anche cucine e termosifoni

Nel parco della Pellerina, dove ci si prepara alla contestata edificazione del nuovo ospedale, ci sono anche edifici comunali abbandonati e diventati, nel corso degli anni, rifugio per senzatetto. Si tratta dell'ex magazzino del verde, che sorge a pochi metri dal tennis club di corso Appio Claudio, e della casa del custode del parco, una casetta a due piani che si trova non lontano dalla cascina e per comprare la quale in molti farebbero carte false. La possibilità di vivere nel verde ma in piena città infatti è rara, tanto che pure i senzatetto l'hanno colta al volo e da tempo si sono installati all'interno, ben felici che nessuno in Comune a Torino abbia per ora colto la possibilità di mettere in vendita i due appartamenti (con cortile e giardino) che si trovano praticamente in riva alla Dora.

Una situazione di degrado che è stata segnalata più volte dagli utenti del parco. Ieri mattina, su sollecitazione della Circoscrizione 4 che ha raccolto le lamentele, è scattato lo sgombero. Polizia locale, i tecnici della divisione Ambiente e Verde, di Amiat e di Ireti, con la collaborazione della protezione civile, hanno "bussato" alle porte dei due edifici, trovandovi all'interno alcuni degli occupanti abituali. Nell'ex magazzino c'erano due marocchini 50enni e un cane, ma i giacigli erano 4 o 5, segno che a vivere lì in realtà erano più persone. Nell'edificio era stata allestita una camera con una cucina e c'era un termosifone, in quanto gli occupanti si erano allacciati abusivamente alla rete elettrica. I due extracomunitari, regolari sul territorio italiano, hanno spiegato di non avere altri posti in cui andare ma hanno rifiutato la soluzione abitativa emergenziale proposta dal Comune. 

Scenario simile quello che tecnici e agenti hanno poi trovato nell'ex casa del custode. Qui c'era un solo extracomunitario ma più giacigli, con gli allacci abusivi alla rete elettrica.

In entrambi gli edifici, dopo che sono stati abbandonati spontaneamente dagli occupanti, sono stati staccati gli allacciamenti abusivi e murati gli ingressi, per impedire nuove occupazioni. Presente sul posto anche Lorenzo Ciravegna, coordinatore al Verde della Circoscrizione 4: «Sarebbe opportuno che adesso la Città trovasse una nuova destinazione per queste due strutture - è l'invito rivolto al Comune -. Chiederemo un incontro al sindaco e agli assessori al Verde e al Patrimonio per sollecitare una decisione. Ad esempio, si potrebbe destinarli alle associazioni che operano nel parco ma è importante decidere in fretta perché non si può lasciare vuoti degli edifici per troppi anni, lasciarli degradare e poi spendere dei soldi per riqualificarli. Meglio intervenire subito, prima che cadano in pezzi».

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