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Il caso
28 Gennaio 2026 - 17:05
Dicembre 2026. È la data in cui Falchera Vecchia potrebbe cambiare volto. Dove prima c'erano i campi sorgeranno 29mila metri quadrati di residenze, altrettanti destinati a verde e spazi pubblici e 4.500 per parcheggi, oltre a nuove connessioni ciclopedonali e illuminazione urbana.
Un intervento atteso da oltre dieci anni – il primo progetto risale al 2013 – che ora entra finalmente nella fase operativa. L’investimento complessivo è di circa 60 milioni di euro ed è frutto di un partenariato pubblico-privato che coinvolge il Comune di Torino, investitori privati e soggetti istituzionali, tra cui Fondazione Compagnia di San Paolo, Cdp Real Asset Sgr e Banca Finint che insieme a Sinloc, gestisce il fondo Pui e hanno contribuito con un investimento di 10 mln.
Alla presentazione del cantiere erano presenti il sindaco Stefano Lo Russo e gli assessori Paolo Mazzoleni (Urbanistica) e Jacopo Rosatelli (Politiche sociali). «È un progetto che parte da lontano – ha spiegato Lo Russo – e che oggi recupera il tempo perso. Parliamo di social housing per rispondere all’emergenza abitativa e riportare giovani e famiglie in un quartiere che sta invecchiando Dopo il recupero dell’area dei Laghetti, il miglioramento delle connessioni viarie e di trasporto pubblico, la riqualificazione di spazi pubblici, la riapertura dell’anagrafe, per Falchera arriverà un complesso di social housing con oltre 250 appartamenti».
Gli alloggi saranno assegnati a partire dall’inizio del 2027 a nuclei che faticano ad accedere al libero mercato. La selezione avverrà attraverso il Comune e la cooperativa edilizia Di Vittorio. «Un modello che vogliamo replicare in altri punti della città», ha aggiunto l’assessore Mazzoleni, guardando al nuovo Piano regolatore come cornice delle future trasformazioni urbane.
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