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Arrestato a Pragelato, non va in carcere in Brasile: «In quelle celle condizioni inumane»

 La Corte d'Appello di Torino non concede l'estradizione di un 47enne condannato a 15 anni e 11 mesi per atti sessuali con minorenne

Una prigione del Brasile (foto Comissão de Direitos Humanos da OAB/PA)

Una prigione del Brasile (foto Comissão de Direitos Humanos da OAB/PA)

Era stato arrestato a Pragelato, doveva essere estradato ma le carceri del Brasile sono state considerate "inumane" e i giudici hanno detto "no" all'estradizioneLa Corte d'Appello di Torino non ha concesso l'estradizione di Pablo Daniel Castro, 47 anni, condannato il 26 luglio 2024 a 15 anni e 11 mesi di carcere dal tribunale di Belo Horizonte per reati commessi nel novembre 2015. Sulla scorta di un mandato d'arresto, Castro era stato arrestato a Pragelato il 1° luglio dell'anno scorso, e non aveva dato consenso all'estradizione come ribadito dai suoi legali Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone, nonostante tra i due Paesi esista un trattato di estradizione bilaterale. L'uomo, italiano nato a Buenos Aires, è accusato in Brasile di atti sessuali con minorenne.

La Corte d'Appello di Torino aveva chiesto al Brasile indicazioni sul carcere dove Castro era destinato, dimensioni, arredi e servizi della cella, attività nella carcerazione. I termini per la risposta (70 giorni) sono scaduti e, sulla scorta di report (Unhcr, Comitato Onu e sentenze della Corte Suprema federale del Brasile in cui si parla di trattamenti inumani della detenzione in Brasile), la Corte ha negato l'estradizione. Pablo Daniel Castro ora è libero ma non può espatriare

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