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Nomina
30 Gennaio 2026 - 20:45
Alessandra Bassi si è insediata alla presidenza della Corte d’appello del Piemonte e della Valle d’Aosta
Alessandra Bassi si è insediata alla presidenza della Corte d’appello del Piemonte e della Valle d’Aosta. Nel discorso di insediamento ha indicato come temi prioritari disparità di genere, intelligenza artificiale e processo telematico. Bassi, nata nel 1965, è la prima donna a ricoprire l’incarico nella storia dell’ufficio. Nel distretto opera anche un’altra donna in posizione apicale: la procuratrice generale Lucia Musti, elemento che rende il distretto un caso particolare nel quadro nazionale.
La Corte d’appello del Piemonte e della Valle d’Aosta fa riferimento a uno dei distretti più estesi in Italia, con tredici uffici giudiziari, di cui dieci tribunali. Nel suo intervento Bassi ha definito la nomina «un dato formale» che, oltre al valore personale, rappresenta un indicatore di maturità democratica e culturale delle istituzioni. Musti ha sottolineato che lei e Bassi sono le uniche due donne alla guida di un distretto giudiziario e ha richiamato l’ampiezza del territorio, distribuito su due regioni, evidenziando le responsabilità operative collegate a questa configurazione.
Originaria di Firenze, Bassi è in magistratura dal 1990. Ha iniziato a Milano, occupandosi di criminalità organizzata e reati dei colletti bianchi. Tra il 2008 e il 2014 ha svolto a Torino le funzioni di gip; in seguito è approdata in Cassazione. Tornata a Torino nel 2021, è stata presidente della Seconda sezione penale della Corte d’appello e poi della Seconda Corte d’assise d’appello. In quel ruolo ha presieduto, tra gli altri, procedimenti relativi ad Alfredo Cospito, ad Alex Cotoia e al processo per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017. Dal 2023 ha svolto l’incarico di presidente vicario della Corte d’appello.
Bassi ha dichiarato di assumere il ruolo «con senso di responsabilità» e ha indicato tra le linee di lavoro l’attenzione alle trasformazioni tecnologiche. Ha richiamato, in particolare, la migrazione prevista verso la piattaforma digitale App del ministero della Giustizia, che entro il 1° gennaio 2027 dovrebbe essere utilizzata sia dagli uffici requirenti sia da quelli giudicanti. Sul punto ha ricordato le criticità segnalate sul funzionamento della piattaforma, con rischi operativi legati a bug e possibili conseguenze su intercettazioni e impugnazioni.
Sul tema dell’intelligenza artificiale, la nuova presidente ha invitato a un impiego «cauto e responsabile», indicandola come strumento per migliorare l’organizzazione del lavoro e supportare la ricerca di atti, dottrina e giurisprudenza, ma con un uso prudente. Alla cerimonia è intervenuta anche Simona Grabbi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino, che ha espresso apprezzamento per la scelta, sottolineando la competenza della magistrata e osservando che, per la prima volta, il distretto potrebbe presentarsi con tre donne a rappresentarne le diverse componenti all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
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