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Le reazioni
31 Gennaio 2026 - 18:42
Dura la presa di posizione di Alessandra Binzoni, vice-capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che condanna senza mezzi termini quanto accaduto e punta il dito contro Askatasuna e le frange violente che gravitano attorno al centro sociale.
“Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo, intollerabile attacco allo Stato e a chi lo rappresenta nelle strade. Gli antagonisti di Askatasuna e le frange violente che gravitano attorno a queste realtà hanno trasformato ancora una volta il cuore della nostra città in un campo di battaglia. Ed è gravissimo che l'Università, luogo per eccellenza di cultura e confronto, sia stata ridotta a un bivacco per individui giunti a Torino con l’unico obiettivo di dare sfogo alla violenza e devastare il bene pubblico”, dichiara Binzoni.
Secondo l’esponente di FdI, la misura è colma e non c’è più spazio per ambiguità o giustificazioni.
“Viene da chiedersi: quousque tandem? Fino a quando questi professionisti del disordine pensano di poter abusare della pazienza dei torinesi e delle istituzioni? La nostra risposta è netta: lo Stato non arretra di un millimetro. Non ci faremo intimidire da chi pensa di poter imporre la propria agenda ideologica con la forza e il sopruso”.
Parole di forte sostegno vengono poi rivolte alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dell’ordine pubblico. “Voglio manifestare la mia più profonda solidarietà agli agenti delle Forze dell’Ordine. Donne e uomini in divisa che, con dedizione e spirito di sacrificio, a rischio della loro incolumità, difendono la nostra sicurezza e la tenuta democratica del Paese contro chi non conosce altro linguaggio se non quello del caos e della violenza. E la mia solidarietà va anche ai commercianti delle zone della città attraversate dal corteo, costretti ad abbassare le saracinesche e a perdere il prezioso incasso del sabato per colpa dei soliti facinorosi”.
Nel mirino di Binzoni finiscono anche alcune presenze politiche al corteo pro-Askatasuna, giudicate incompatibili con il ruolo istituzionale. “È vergognoso vedere rappresentanti delle istituzioni partecipare al corteo, visto che il fine ultimo di arrivare a provocare gli scontri era largamente annunciato e preventivato. Ed è anche l'ora di finirla con la retorica stantia degli 'infiltrati': queste mobilitazioni nascono con una matrice di illegalità ben precisa. Chi vi partecipa per fornire una 'patina di pacifismo' o una parvenza di legittimità democratica non è un passante distratto, ma compie una precisa scelta di campo: si schiera dalla parte di chi devasta Torino e attacca i nostri agenti”.
La conclusione è affidata a un appello netto alla legalità: “Nessuna tolleranza per i violenti antagonisti: Torino merita rispetto, legalità e sicurezza”.
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