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01 Febbraio 2026 - 19:10
Il presidio Konecta sotto il grattacielo della Regione
La vertenza Konecta arriva all’attenzione del Governo e apre a un coinvolgimento diretto del Ministero del Lavoro. Nella risposta a un’interrogazione parlamentare discussa in Commissione Lavoro alla Camera, l’esecutivo ha infatti confermato la disponibilità a seguire da vicino la situazione e a prendere parte ai tavoli di confronto che verranno attivati in futuro. L’atto parlamentare era stato presentato dai deputati della Lega Andrea Giaccone e Alessandro Giglio Vigna, che hanno accolto positivamente la posizione assunta dal Governo. Secondo i due parlamentari, il caso Konecta non può essere considerato una vertenza circoscritta, vista la portata occupazionale che coinvolge i territori piemontesi di Asti e Ivrea.
Sono circa 1.170 i lavoratori interessati, di cui 400 ad Asti e 770 a Ivrea. Numeri che, evidenziano i deputati, impongono un’attenzione che va oltre l’ambito locale e richiedono un intervento istituzionale a livello regionale e nazionale. A destare maggiore preoccupazione è l’ipotesi di chiusura delle due sedi e il conseguente trasferimento del personale verso Torino. Una soluzione che rischia di rivelarsi insostenibile per molti dipendenti, in larga parte impiegati con contratti part-time e con un numero limitato di ore settimanali.
Secondo Giaccone e Giglio Vigna, l’obbligo di spostamenti quotidiani comporterebbe costi troppo elevati, tali da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro. «In queste condizioni il trasferimento equivarrebbe, di fatto, a un licenziamento mascherato», sottolineano, definendo la situazione inaccettabile.
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