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Il caso
07 Febbraio 2026 - 09:59
Servizi igienici fatiscenti o addirittura non disponibili. Bagni chimici che da temporanei diventano di fatto permanenti. Manutenzioni carenti o inesistenti. Con questo, molto spesso a fine turno, o durante l’esercizio delle loro attività, devono fare i conti i lavoratori del Gtt nei capolinea cittadini e della prima cintura di Torino.
Una denuncia che è stata portata in Sala Rossa dal consigliere comunale della Lega Giuseppe Catizone, attraverso un’interpellanza urgente che riporta - e documenta - queste precarie condizioni igieniche.
La segnalazione nasce dalla richiesta formale di incontro inviata il 30 gennaio dalla Rsu viaggiante urbano, che parla di una situazione «diffusa e insostenibile».
In molti casi i conducenti di bus e tram si trovano a operare senza poter contare su servizi igienici funzionanti: bagni non accessibili, sporchi, privi di carta igienica, con scarichi otturati anche da escrementi, spesso a causa della totale assenza di manutenzione.
«Non è una questione di decoro, ma di salute e sicurezza sul lavoro - sottolinea Catizone - È inaccettabile che in una città come Torino si continui a utilizzare bagni chimici in siti fissi e storici, come se fossero una soluzione permanente».
Particolarmente critica la condizione del personale femminile, che risulta il più penalizzato. «In diversi casi le lavoratrici rinunciano all’uso dei servizi, con una evidente lesione del principio di pari dignità sul luogo di lavoro», evidenzia il consigliere che, con l’atto, chiede il censimento e un cronoprogramma certo per l’eliminazione dei bagni chimici.
«La qualità del trasporto pubblico passa anche dal rispetto di chi lo garantisce ogni giorno», conclude.
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