Cerca

Il caso

Dalle scale mobili ai cantieri: tutti i guai della Linea Uno

Ok dalla Soprintendenza per coperture alle scale mobili; c’è l’incognita Cascine Vica

Alla Lady del Gtt la metro non piace

Alla Lady del Gtt la metro non piace

Cantieri fermi o quasi nell’attesa della pronuncia del Tribunale di Roma. Soldi per i 12 treni che ne permetterebbero il pieno regime (nella sua versione estesa) non ancora pervenuti. E quello che il sindaco di Torino Stefano Lo Russo aveva a suo tempo definito uno dei suoi «difetti strutturali»: le scale mobili ferme o guaste ogni tre per due, a causa, soprattutto, delle intemperie. Lo scorso mercoledì 4 febbraio la Linea Metro 1 ha raggiunto il traguardo dei vent’anni d’esercizio. E li sente tutti.

Resta ancora irrisolto il gravoso problema degli accumuli di foglie secche, che con la pioggia e gli sbalzi termici costituiscono il cocktail perfetto per mettere fuori servizio le scale mobili esterne delle stazioni metropolitane (due su tre di quelle attualmente fuori uso, infatti, sono esterne: quella della fermata Monte Grappa, con riparazione del corrimano previsto entro lunedì 9 febbraio, e quelle di Fermi e Marche, che Gtt afferma di riparare entro il 20 febbraio).

Il progetto per la messa a punto di coperture ad hoc - pensiline trasparenti in grado di ridurre l’impatto dei detriti - ha, sì, ricevuto il via libera della Soprintendenza e sarà finalizzato entro fine mese, ma lascia insoluto un aspetto fondamentale: quello delle risorse. Circa 15 milioni di euro i fondi necessari per “coprire” le scale esterne della città (tra i 100mila e i 200mila euro per stazione). «Quante riusciremo a portarne a casa dipenderà dalla quota messa a disposizione dal Comune», fa capire l’amministratore delegato di Infra.To Bernardino Chiaia. Quel che sembra certo è che rimarrà fuori la stazione di Porta Nuova: qui troppi cavilli e una conformazione architettonica che non può essere intaccata.

Oltre al tema delle coperture, tutt’altro che nuovo, resta appesa a un filo la finalizzazione del prolungamento della Linea fino a Cascine Vica (Rivoli).

Per fine marzo si saprà se i lavori delle 4 nuove stazioni che da corso Francia, attraversando Collegno, porteranno la Metropolitana fino a Rivoli, potranno ripartire con l’attuale ditta: la Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (Ici), capofila dell’appalto che doveva terminare (secondo l’iniziale cronoprogramma), già nel 2024.

Per allora l’azienda riceverà la sentenza da parte del Tribunale di Roma, a causa dei 24 milioni di debiti che l’hanno travolta. In caso di rinuncia del concordato d’uso richiesto da Ici, lo scenario peggiore: il fallimento e un nuovo bando. Ipotesi che vede allontanarsi la fine dei lavori a non prima del 2030.

Infine, la questione dei 12 nuovi convogli Alstom necessari per garantire al prolungamento il pieno esercizio, ma per cui, di fatto, mancano all’appello ben 156 milioni di euro dal Governo. Ecco il ventesimo compleanno della Metro 1.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.