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Curiosità
07 Febbraio 2026 - 21:15
Il 14 febbraio, festa degli innamorati, in Piemonte non celebra solo l’amore, ma anche l’attesa della primavera. Il proverbio piemontese più noto legato a San Valentino recita: “A San Valentín la prümaérä l'é visín”, che significa letteralmente “A San Valentino la primavera è vicina”. A metà febbraio, le giornate iniziano finalmente ad allungarsi e il gelo invernale a raddolcirsi, mentre il terreno non più gelato consente, secondo la tradizione contadina, di preparare le aiuole per la semina dell’aglio e delle cipolline: “A san Valentín sa piäntä l'áj e 'l scigulín”. Questi ortaggi erano fondamentali per le massaie, sia in cucina sia come risorsa per la famiglia.
Febbraio è un mese ricco di proverbi legati al clima e alla vita rurale. La festa della Candelora (2 febbraio) ha sempre avuto grande importanza per prevedere il tempo dei giorni successivi: “A la Madónä Giriörä da l'invêr sóm förä, ma s'al piö o al tírä vénd par quaräntä dí sóm dénd”, ovvero “Alla Madonna Candelora dall’inverno siamo fuori, ma se piove o tira vento per quaranta giorni siamo dentro”. Un’altra versione aggiungeva: “tra nüär e sirên, par quaräntä dí al sa mantên”, ricordando che il freddo poteva protrarsi, tra nuvole e sereno, per circa quaranta giorni. Le candele benedette della Candelora, chiamate Giriörä (dal dialetto per “Ceraiola”), venivano portate a casa e conservate per proteggere la famiglia da eventi avversi, dalla grandine alle malattie, e accese durante la benedizione natalizia delle case.
Anche il giorno di San Biagio (3 febbraio) era accompagnato da rituali e proverbi: “A san Biôs ga gérä la gútä sut'ál nôs” (“gela la goccia sotto il naso”) e “A san Biôs sa binidís la gúrä e 'l nôs” (“si benedicono la gola e il naso”). La cerimonia prevedeva la benedizione del pane, che veniva poi mangiato in famiglia per proteggere la gola, e l’uso di due candele incrociate toccate al collo dei fedeli, richiamando un miracolo attribuito al santo stesso.
Febbraio è anche il mese dei proverbi agricoli e climatici:
“Febbraio nevoso, estate gioioso” promette una buona stagione estiva se il mese porta neve.
“Primavera di febbraio reca sempre qualche guaio” avverte del rischio di un clima troppo mite che potrebbe ingannare le piante.
“L'áquä da fevrê la impĵnís ul granê” ricorda che la pioggia di febbraio è benefica per i raccolti di frumento e segale.
“Chi vör cambiá miê la ménä al sú da févrê” consiglia prudenza nei lavori all’aperto, anche per la gestione della famiglia.
“Febrôr, cürd e môr”, infine, sintetizza la durezza e la brevità del mese, con scorte che diminuiscono e un clima ancora inclemente.
Il mese di febbraio in Piemonte, quindi, non è solo un periodo di innamoramenti e San Valentino, ma un vero e proprio archivio di saggezza popolare: tra cieli nuvolosi, neve, candele benedette e piccoli gesti quotidiani, le famiglie seguivano il ritmo della natura, imparando a interpretare i segnali del clima e a proteggersi dai pericoli dell’inverno.
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