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Nuove frontiere contro la leucemia, la sfida hi-tech del Regina Margherita

Dalle cellule del cordone ombelicale nasce una terapia "pronta all'uso" per i piccoli pazienti. Torino guida la ricerca internazionale con Seattle

Nuove frontiere contro la leucemia, la sfida hi-tech del Regina Margherita

L’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino si conferma un’eccellenza mondiale nella lotta ai tumori pediatrici. È qui che sta prendendo vita il progetto TSLPR CAR NKs, una ricerca d’avanguardia coordinata dalla professoressa Franca Fagioli, che punta a colpire con estrema precisione le leucemie più resistenti utilizzando una risorsa preziosa e spesso sottovalutata: il sangue del cordone ombelicale.

La leucemia acuta rappresenta oggi il 35% dei tumori pediatrici. Sebbene la medicina abbia fatto passi da gigante, quando la malattia ritorna (recidiva), le possibilità di cura crollano drasticamente. La sfida attuale è superare le terapie convenzionali, spesso tossiche o inefficaci contro le cellule malate più "nascoste".

La nuova strategia sfrutta le cellule Natural Killer (NK), le sentinelle del nostro sistema immunitario, isolate dalle unità cordonali della Torino Cord Blood Bank. Queste cellule vengono "armate" in laboratorio tramite l'ingegneria genetica (tecnologia CAR), diventando capaci di riconoscere e distruggere esclusivamente le cellule tumorali che esprimono il recettore TSLPR, senza danneggiare quelle sane.

Il progetto nasce da una solida collaborazione internazionale con il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Dopo un periodo di ricerca negli Stati Uniti della dottoressa Valeria Ceolin nel 2025, ora sarà il professor Soheil Meshinchi, luminare della genetica traslazionale, a essere ospitato dall'Università di Torino. Questo scambio di competenze permette di unire le tecnologie americane alla consolidata esperienza clinica torinese.

Il vantaggio principale di questa terapia, rispetto alle già note CAR-T, è che si tratta di un prodotto "pronto all’uso". Mentre le terapie attuali richiedono tempi lunghi per essere preparate su misura per ogni paziente, le cellule NK da cordone ombelicale possono essere conservate e somministrate tempestivamente, con effetti collaterali minimi.

Attualmente, i ricercatori del Laboratorio Centro Trapianti del Regina Margherita stanno testando l'efficacia del trattamento in fase pre-clinica. Una volta confermata la sicurezza, la produzione passerà agli standard GMP (Good Manufacturing Practice) per avviare uno studio clinico di Fase I/II. Questo aprirà ufficialmente le porte alla cura di bambini e giovani adulti con leucemie refrattarie, offrendo una nuova, concreta speranza dove le terapie tradizionali hanno fallito.

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