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Il caso
10 Febbraio 2026 - 11:42
A sinistra, Angelo Simionato, autore del pestaggio del poliziotto Alessandro Calista (a destra)
Diciannove voti contrari. Dodici favorevoli e dieci astenuti. In Aula ieri pomeriggio approda una mozione che chiede di allontanare i militanti di Askatasuna e quelli delle aree campus utilizzate dai suoi collettivi (come il Cua). Ma ci arriva con ben due anni di ritardo.
Era il 2023 quando l’ex capogruppo FdI Giovanni Crosetto - oggi votato all’Europarlamento - presentava la mozione per chiedere il daspo urbano nei confronti degli esponenti del centro sociale di corso Regina Margherita 47. Ben prima che ci si potesse aspettare lo sgombero avvenuto lo scorso 18 dicembre. Ma già dopo che alcuni dei leader storici di Aska fossero nel mirino delle indagini della Procura di Torino per le azioni e le proteste contro i cantieri della linea ad alta velocità Torino-Lione, avvenute tra il 2019 e il 2021.
Così, anche se molte cose da allora sono cambiate, il partito di Meloni torna a chiedere con forza un’azione esemplare nei confronti dei «rinforzi» degli antagonisti nel corso della manifestazione sfociata in guerriglia urbana dello scorso 31 gennaio.
«Una cosa è rimasta inalterata: la violenza utilizzata da questi soggetti», motiva il capogruppo Enzo Liardo.
«Ringraziamo Dio che lo stabile sia stato sgomberato, ma ora ci si sta spostando alle università. C’è grossa preoccupazione per quegli spazi», aggiunge il consigliere di Torino Libero Pensiero Pino Iannò, secondo firmatario dell’atto, anche a valle delle ultime tensioni tra i collettivi e la rettrice UniTo Cristina Prandi.
Ma l’atto, pur emendato su proposta del capogruppo Fabrizio Ricca, per “attualizzare” il daspo, indirizzandolo ai «responsabili della vili aggressioni nei confronti delle forze dell'ordine», non passa.
«Una provocazione di cattivo gusto», la considera la capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena, anche lei in piazza insieme ad alcuni esponenti di Avs. «Ora è fuori contesto storico», aggiunge il moderato Simone Fissolo, pur avendo espresso in passato posizioni molto critiche sulla presenza degli esponenti di maggioranza in piazza. «Non giova a nessuno, si vuole solo lanciare la palla in tribuna», accusa la Dem Ludovica Cioria. Mentre per il capogruppo Pd Claudio Cerrato: «Sbagliato e controproducente», l’approccio solo muscolare. «Un'azione giudiziaria mirata sono l’unica cosa che funziona assieme a quella politica in grado di spegnere gli incendi», conclude. La mozione cade, ma la questione è tutt’altro che chiusa.
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