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la Passerella
10 Febbraio 2026 - 15:28
La nuova passerella ciclopedonale del parco del Meisino è stata montata in questi giorni lungo corso Don Luigi Sturzo
La nuova passerella ciclopedonale del parco del Meisino è stata montata in questi giorni lungo corso Don Luigi Sturzo. La struttura scavalca l’arteria a scorrimento veloce e collega due porzioni dell’area verde che, da anni, risultano separate dalla strada. L’intervento rende possibile un attraversamento in quota, con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli attraversamenti a raso in un punto considerato critico per la circolazione.
Secondo l’impostazione progettuale, la passerella serve a garantire un collegamento più diretto tra i percorsi del parco, migliorando la sicurezza di pedoni e ciclisti e rendendo più continuo l’accesso alle reti ciclabili dell’area, inclusa la Ciclovia VenTo, oltre ai collegamenti verso le trasformazioni previste nell’area dell’ex galoppatoio militare. Il montaggio è stato effettuato con il supporto di Calabrese Autogru.
Dal punto di vista funzionale, l’opera viene indicata come uno degli elementi centrali del più ampio progetto di riqualificazione del Meisino, presentato dall’amministrazione comunale come intervento legato a mobilità sostenibile e sicurezza urbana. Per una parte dei frequentatori del parco, la passerella rappresenta una risposta a un problema pratico: l’attraversamento di una strada veloce che finora ha costituito una barriera tra le due aree.
La realizzazione della struttura, tuttavia, si inserisce in un contesto di confronto già aperto sul futuro del Meisino. Negli ultimi mesi il progetto complessivo è stato oggetto di contestazioni, ricorsi e prese di posizione contrapposte. Il Comune di Torino rivendica la correttezza dell’iter e sostiene che le opere non compromettano il valore naturalistico dell’area, affermando che il percorso autorizzativo si sia svolto nel rispetto delle norme e richiamando decisioni giudiziarie intervenute sul tema.
Di segno opposto le valutazioni di ambientalisti e comitati cittadini, che continuano a esprimere perplessità. Secondo i critici, la passerella sarebbe parte di un insieme di interventi che potrebbe aumentare la pressione antropica su un’area inserita in una riserva naturale fluviale. Viene inoltre segnalata, da parte delle associazioni, l’esigenza di un confronto più ampio con il territorio.
Con il completamento del montaggio, l’opera diventa un elemento visibile del progetto e riporta l’attenzione su una discussione che resta aperta tra chi ne sottolinea la funzione di collegamento e chi la considera un passaggio contestato nella trasformazione dell’area.
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