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Curiosità
10 Febbraio 2026 - 23:00
Passeggiando per il centro di Torino, basta alzare lo sguardo per imbattersi in sfere nere incastonate nelle facciate di alcuni edifici storici. A prima vista possono sembrare dettagli decorativi o elementi tecnici dimenticati dal tempo. In realtà sono palle di cannone originali, testimonianze materiali dei bombardamenti che colpirono la città tra Settecento e fine secolo.
Questi proiettili, ancora visibili oggi, sono legati a due momenti chiave della storia torinese: l’assedio del 1706 e quello del 1799. Segni lasciati volutamente sulle pareti, trasformati in memoria urbana.
L’assedio del 1706 e la resistenza della città
Nel 1706, durante la Guerra di Successione Spagnola, l’esercito francese tentò di espugnare Torino. La città resistette per 117 giorni sotto un fuoco continuo, fino all’arrivo delle truppe alleate guidate dal Eugenio di Savoia.
Torino uscì vittoriosa, ma profondamente segnata: edifici danneggiati, quartieri colpiti e una popolazione stremata. Proprio per non dimenticare quel periodo, alcune delle palle di cannone finite contro i palazzi vennero murate intenzionalmente sulle facciate, come simbolo della determinazione e della capacità di resistenza dei torinesi.
Il 1799 e i colpi dalla Cittadella
Poco meno di un secolo dopo, nel 1799, l’artiglieria tornò a colpire Torino. Questa volta i colpi partirono dall’interno della città: la guarnigione francese, asserragliata nella Cittadella e comandata dal generale Fiorella, bombardò alcuni edifici per contrastare l’avanzata delle truppe austro-russe del generale Aleksandr Suvorov.
Anche in questo caso, i segni dei proiettili rimasero visibili, trasformandosi nel tempo in tracce permanenti di una fase drammatica della storia cittadina, superata grazie alla resilienza della popolazione.
Dove si trovano oggi le palle di cannone
Oggi questi “proietti commemorativi” sono ancora osservabili in diversi punti della città, su palazzi civili e religiosi, spesso senza che i passanti ne conoscano il significato.
Tra i luoghi in cui è possibile vederli ci sono:
Piazza San Carlo – facciata di Palazzo Solaro del Borgo
Piazza San Carlo – fronte est della piazza, verso via Giolitti (due palle di cannone)
MAO – Museo d’Arte Orientale – all’interno del museo
Via Maria Vittoria – facciata della Chiesa di San Filippo Neri
Via della Consolata 1 bis – cortile di Palazzo Saluzzo Paesana, facciata nord (due proiettili)
Piazza Palazzo di Città – edificio a nord dell’imbocco di via Palazzo di Città
Via della Consolata – parete occidentale dell’Aula di Sant’Andrea del Santuario della Consolata
Santa Maria del Monte – all’interno della chiesa, sopra la nicchia di San Fedele
Santa Maria del Monte – facciata del convento dei Cappuccini, accanto alla lapide di Guglielmo Massaia
Santa Maria del Monte – facciata della chiesa dei Cappuccini, sopra e accanto all’ingresso
Quelle palle di cannone non sono semplici curiosità, ma frammenti autentici di storia incastonati nei muri. Raccontano una Torino colpita, assediata, ma mai piegata. Una città che ha scelto di non cancellare le ferite, trasformandole in memoria visibile.
La prossima volta che cammini per il centro, guarda meglio le facciate: Torino continua a parlare, anche attraverso una palla di cannone rimasta lì da oltre tre secoli.
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