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IL TENTATO OMICIDIO

«Troppi furti. E sono sceso disarmato». Parla il paninaro che ha accoltellato il ladro

L'ambulante di piazza Derna, 39 anni, è in carcere. E c'è il giallo del coltello: dove si trovava l'arma?

Il ferito al San Giovanni Bosco

Il ferito al San Giovanni Bosco

E’ sceso di casa alle quattro di notte perché due ladri avevano scassinato il suo furgone dei panini, che è parcheggiato in piazza Derna, e stavano rubando all’interno. Due, le colluttazioni avvenute con i balordi, la seconda più grave perché uno dei due malviventi è finito all’ospedale San Giovanni Bosco, con un coltello conficcato nella tempia e ne avrà per tre mesi. Antonello Mancino, 39enne paninaro, è in galera, arrestato dai carabinieri del Nucleo radiomobile per tentato omicidio. Ma dietro all’aggressione c’è un giallo, il coltello appunto. «Quando sono sceso di casa ero disarmato, non avevo coltelli con me», ha detto ieri Mancino, difeso dall’avvocato Enrico Buratti, durante l’udienza davanti al gip. Giudice che si è riservato la decisione e solo oggi si saprà se il paninaro dovrà restare in carcere.

Dunque, se l’ambulante accoltellatore ha affermato di non essere sceso di casa con il coltello, dove si trovava l’arma che è stata conficcata nella tempia di uno dei due ladri? E’ probabile che l’oggetto contundente fosse all’interno del furgone, dentro il cassetto. Secondo le prime ricostruzioni, Mancino avrebbe preso una scopa dal furgone e avrebbe percosso uno dei due ladri, facendolo fuggire. Successivamente, sarebbe arrivato il secondo malvivente. Durante la colluttazione, Mancino si è ferito alla mano destra, mentre il ladro, 42 anni, con precedenti alle spalle così come il suo complice, si è preso la coltellata in testa. «Non volevo ucciderlo, anzi temevo per la mia vita perché negli ultimi due anni ho subìto decine di furti, io e la mia compagna abbiamo paura», ha detto il paninaro, che ha precedenti alle spalle ma non legati alle armi o a violenze contro le persone.

Se il paninaro ha affermato di essere sceso disarmato, e se la prima colluttazione è avvenuta con una scopa, non è da escludere che ad avere il coltello in mano, per primo, fosse proprio il ladro finito all’ospedale. Ladro che potrebbe essere stato disarmato da Mancino e, quindi, colpito alla testa. Una versione che, al momento, è però un’ipotesi. Dopo l’aggressione, il malvivente è arrivato al San Giovanni Bosco col coltello conficcato nella testa. Ricoverato nel reparto di Rianimazione, non è in pericolo di vita. E’ sveglio e cosciente e ne avrà, come detto, per 90 giorni. Su di lui sono stati svolti anche gli accertamenti tossicologici, per stabilire se avesse assunto droghe.

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