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16 Febbraio 2026 - 09:30
Nel giardino da incubo droga, risse e il mercato di oggetti rubati. Petizione dei residenti
Le firme sono già più di cento. «Siamo disperati. Quello che accade in via Volpiano angolo largo Giulio Cesare, nel giardino Tre lanterne, è inaccettabile. Serve un intervento e la messa in sicurezza dell’area con una recinzione». A parlare sono i residenti di un angolo di Barriera che, da mesi, convivono con tre problemi: l’aumento della criminalità, un mercatino abusivo di merce e degrado tra bivacchi e consumo di droga.

Così gli abitanti hanno raccolto le firme, superando le cento sottoscrizioni. Quindi, la lettera al sindaco Lo Russo, al prefetto Cafagna e al presidente della Circoscrizione 6, Lomanto. Lettera nella quale i firmatari della petizione allegano un bel po’ di immagini, testimonianze di cosa sta succedendo tra via Volpiano e largo Giulio: due persone si scambiano la droga sul marciapiede, altri soggetti fanno lo scambio in macchina, un uomo si cala i pantaloni ed espleta i bisogni vicino a un cantiere, un altro fa la stessa cosa ma sul cancello.

E poi ancora, sangue sull’asfalto, vetri delle macchine in frantumi, una rissa e, per finire, il mercatino del rubato. «Ogni giorno, nel giardino, si svolge un vero e proprio mercato informale. Si vendono oggetti tra cui biciclette, telefonini, collanine e televisori di dubbia provenienza», denunciano i residenti.

Preoccupa anche la criminalità. «L’area è una centrale di spaccio e parte dei venditori del mercatino userebbero i proventi per acquistare droga», sostengono i firmatari della petizione. E ancora: «Ci sono continui episodi di violenza, liti con urla anche nel cuore della notte, lanci di bottiglie in vetro e pietre, anche verso le nostre finestre. Ma anche risse con spranghe di ferro, calci e pugni alle auto». Alla voce “degrado”, le foto mostrano materassi, bivacchi, rifiuti, consumo di droga ed espletamento di bisogni a cielo aperto. Le forze dell’ordine sono già arrivate a sequestrare il mercatino e di recente Italgas ha recintato l’area di sua competenza, dove appunto si vendeva la merce e si spacciava. «I problemi si sono spostati di pochi metri». Da qui, le richieste: recinzione provvisoria dell’intero giardino, cartelli che vietino l’accesso, telecamere e via i bivacchi.
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