l'editoriale
Con l’arrivo della primavera, Torino cambia volto. Le giornate si allungano, la luce si fa più morbida e parchi, giardini e dimore storiche si vestono di nuove tonalità. Tra marzo e aprile 2026, il territorio torinese offre uno spettacolo naturale che ogni anno richiama visitatori, fotografi e appassionati di fioriture.
In città, uno degli angoli più attesi è il glicine di via Casserio 9. Nei primi giorni di aprile, la facciata si trasforma in una scenografica cascata viola che avvolge finestre e balconi, creando un’atmosfera intima e quasi sospesa nel tempo. È uno di quei luoghi che, pur trovandosi nel cuore urbano, riesce a sorprendere per delicatezza e intensità cromatica.
Pochi passi più in là, i Giardini Reali tornano a colorarsi di tulipani e fioriture stagionali. Qui la primavera dialoga con la storia: le aiuole ordinate, la vista sulla Mole Antonelliana e la cornice monumentale del centro storico rendono la passeggiata un’esperienza che unisce natura e patrimonio architettonico.
Spostandosi fuori città, la stagione si fa ancora più spettacolare. A Favria riapre il Villaggio dei Tulipani, un grande campo fiorito dove è possibile camminare tra distese variopinte e raccogliere i propri tulipani. Un format sempre più apprezzato, che trasforma la visita in un momento immersivo e partecipativo.
A Pralormo, nel parco storico del castello, torna “Messer Tulipano”, appuntamento ormai consolidato nel calendario primaverile piemontese. Dal 28 marzo al 26 aprile 2026, oltre 100.000 tulipani sbocciano disegnando geometrie e contrasti cromatici all’interno di un contesto paesaggistico di grande fascino.
Non meno suggestiva è la fioritura dei ciliegi alla Reggia di Venaria. Tra la fine di marzo e aprile, le chiome si tingono di rosa, regalando scorci poetici e un’atmosfera quasi fiabesca che valorizza ulteriormente uno dei complessi monumentali più importanti del territorio.
La primavera torinese, dunque, non è soltanto un cambio di stagione, ma un vero e proprio itinerario di bellezza diffusa. Un invito a rallentare, uscire all’aria aperta e riscoprire il territorio attraverso i suoi colori più effimeri e intensi.
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