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Il caso

Trattativa per Lingotto fiere pubblica, il Comune si sfila: "Non ce lo possiamo permettere"

Lo Russo ai microfoni di ToRadio sul dialogo in corso tra Regione e Gl Events

Trattativa per Lingotto fiere pubblica, il Comune si sfila: "Non ce lo possiamo permettere"

Il Comune accompagnerà il percorso, ma non potrà mettere risorse proprie. È questa la posizione, con poco margine di manovra, espressa dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo durante la consueta diretta radiofonica del martedì, ai microfoni di ToRadio, intervenendo sul futuro del polo fieristico del Lingotto Fiere.

«Per quanto ci riguarda continueremo a credere nel settore fieristico e accompagneremo la scelta che vuole fare la Regione con il sostegno istituzionale e politico della Città, anche se non finanziario, perchè, anche volendolo, non possiamo proprio farlo», ha spiegato il primo cittadino.

Il vincolo che impedirebbe a Palazzo Civico di entrare come parte attiva nella trattativa in corso tra la Regione e i francesi di Gl Events sarebbe il piano di rientro economico-finanziario della Città: «Abbiamo un cronoprogramma di risanamento dei conti che ci impedisce di intervenire in un’operazione come quella dell’acquisto da un privato del centro fiere».

Secondo quanto emerso, la trattativa coinvolge la Regione, la Camera di Commercio di Torino — in veste di capofila — e il Comune, ma a mo' di facilitatore. Mentre interlocutore privato è il gruppo francese Gl Events, proprietario degli spazi. L’ipotesi allo studio prevede che le risorse arrivino in larga parte da fondi europei del settennato 2028-2034, con una quota a carico dell’ente camerale, che resterebbe titolare dell’immobile.

L’operazione potrebbe richiedere un investimento complessivo intorno ai 70 milioni di euro, tra acquisizione dei padiglioni e lavori di adeguamento.

«È un processo complesso — ha aggiunto Lo Russo — perché quando un ente pubblico acquista un immobile da un soggetto privato deve effettuare una serie di verifiche sulla congruità del prezzo». 

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