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«La Juventus per rinascere riscopra la tradizione: ritorni a Villar Perosa»

Il sindaco invoca un ripensamento di John Elkann che sarebbe importante anche per l’economia del paese

Villar Perosa invasa dai tifosi della Juventus il giorno dell'esordio di Cristiano Ronaldo con la maglia bianconera

Villar Perosa invasa dai tifosi della Juventus il giorno dell'esordio di Cristiano Ronaldo con la maglia bianconera

«E poi portavamo fortuna, da quando non sono più venuti qui, non ne hanno azzeccata una». Sorride il sindaco di Villar Perosa, Marco Ventre. Un sorriso amaro, come quello di un innamorato tradito. Perché qui, in bassa Val Chisone, il tradimento della Juventus, a distanza di più di tre anni, ancora non è andato giù a nessuno. Tanto che il sindaco, di fronte all’ennesima stagione che si sta rivelando fallimentare della squadra juventina, ha pensato di rivolgere quasi un appello alla società bianconera: «Nel luglio del 2022 - ricorda Ventre - John Elkann parlando ai giocatori, nel sottolineare come Villar Perosa fosse "una festa fra passato e futuro" ribadiva con forza come gli stessi atleti avessero il compito di onorare la storia del club. Ma forse oggi ad onorare questa storia dovrebbe essere tutta la società a partire dalla proprietà. Ed allora per ripartire occorre recuperare quella strada, quella storia, quelle vere emozioni in cui il calcio si faceva umano, vicino, vero e dove si celebrava un gesto d'amore verso un popolo che aspettava solo questo».

Insomma, la Juventus per ritrovare la propria forza sul campo, dovrebbe riscoprire i valori della sua storia. E, quindi, ritornare a Villar Perosa a celebrare quella comunione con i propri tifosi che rendeva l’appuntamento estivo per la tradizionale partitella in famiglia unico in tutto il mondo sportivo.

Un sogno più che una speranza. «Non c’è nessuna interlocuzione in corso - spiega il sindaco - e credo proprio che finché ci sarà John Elkann, non sarà possibile visto che mi pare più interessato a portare via cose dall’Italia che a riportarle qui. Dopo l’ultima partita nel 2022, hanno deciso all’improvviso di andarsene ma noi per la Juve ci siamo e ci saremo sempre. Per affetto e non solo, visto che questa purtroppo è una delle zone economicamente più depresse dell’intera provincia torinese e la partitella dei bianconeri era vitale per l’economia del paese. Basti pensare che alcuni commercianti, in particolare quelli del settore food, incassavano in un solo giorno quanto in 4-5 mesi di attività». La conclusione però è amara. «Speriamo sempre che Elkann ci possa ripensare e capisca che serve un ritorno ai valori e alla tradizione. Ma sono pessimista. Anzi, credo proprio che alla fine venderà pure la Juventus».

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