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Tre anni di sorveglianza speciale per Don Alì, il "capo dei maranza"

La decisione del questore Massimo Gambino: non potrà comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona

Tre anni di sorveglianza speciale per Don Alì, il "capo dei maranza"

Tre anni di sorveglianza speciale per Don Alì, il "capo dei maranza"

Tre anni di sorveglianza speciale per Don Alì, il "capo dei maranza" che da inizio novembre è in galera dopo l'arresto per l'aggressione a un maestro a Barriera di Milano. Il tribunale di Torino ha accolto la proposta del questore Massimo Gambino di sottoporre il 25enne tiktoker alla misura della sorveglianza speciale per tre anni, con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Inoltre Don Alì non potrà comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona.

Dalla ricostruzione dell’excursus criminale di Don Alì sono emersi numerosi comportamenti violenti e minacciosi, in danno di soggetti vulnerabili, minorenni, anziani e anche negozianti che, per timore di ripercussioni, in alcune circostanze non avevano denunciato le angherie subite e verso le quali il 25enne sistematicamente usava frasi di scherno quali: «A me non mi arresta nessuno! Io sono come un grillo. Vai a chiamare la polizia che se ti prendo da solo...». In altre circostanze Don Alì invitava i suoi followers ad atteggiamenti di aperta sfida verso l’autorità, postando tutorial in cui, per esempio, istruiva su come aggirare e sfuggire i controlli delle forze dell’ordine. Condotte che avevano interessato anche controllori di treni e in uno specifico episodio, alla richiesta di esibizione del biglietto, aveva risposto con tono minaccioso: «Se continui così stasera non torni a casa da tua moglie, non mi interessa che sei un pubblico ufficiale chiama pure chi vuoi», colpendo poi il malcapitato al volto con un forte schiaffo e facendogli cadere il cellulare dalle mani. "Gesta" spesso postate in diretta che avevano ottenuto milioni di visualizzazioni, soprattutto da parte di giovanissimi utenti della rete, generando un preoccupante rischio di emulazione, idoneo ad alimentare il fenomeno sempre più diffuso delle baby gang. 

Infine, il video pubblicato il 21 ottobre intitolato "aspettando la preda" nel quale realizzava una “spedizione punitiva” nei confronti del maestro Gianni, docente in una scuola di Barriera, nella circostanza in compagnia della figlioletta, accusandolo falsamente di maltrattare un alunno. In relazione alla gravità delle condotte poste in essere nel corso degli anni e puntualmente ricostruite da personale della locale Divisione anticrimine, il tribunale - Sezione misure di prevenzione - ha accolto la proposta del questore, sottoponendo Don Alì alla misura della sorveglianza speciale per tre anni. Misura imposta a soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica rigide prescrizioni e limitazioni tendenti a controllarne l’operato, al fine di arginarne la conclamata e attuale pericolosità ed evitare che commettano ulteriori reati. Infatti, vista la peculiarità delle condotte poste in essere dal "don", avvezzo a diffonderle ed amplificarle a mezzo social, così da aumentarne la portata offensiva ed intimidatoria e il rischio di emulazione, veniva imposta la particolare prescrizione del “divieto di comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona”.

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