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03 Marzo 2026 - 08:35
Sit-in contro l'attacco in Iran, è polemica. Gli iraniani agli organizzatori: «Vergognatevi»
La Cgil, l’Anpi, l’Arci. E pure i cattolici dell’Acli. “Fermiamo la guerra. Per la pace e il diritto dei popoli. In piazza contro l’aggressione all’Iran”. E’ lo slogan del sit-in che si terrà oggi alle 18, in piazza Castello. Cinque le sigle che sostengono il presidio contro la guerra in Iran, Paese che sta vivendo il dramma dei bombardamenti ma che, a sua volta, sta bombardando altre nazioni del mondo arabo in risposta agli attacchi. E anche se il suo logo nella locandina non c’è, ci sarà anche il Partito democratico torinese, oggi in piazza.

Presidio che fa discutere. Da giorni infatti gli iraniani di tutta Italia, compresa Torino, sono in piazza a festeggiare la fine di un regime, quello degli ayatollah, durato 47 anni e segnato da repressioni. Sotto la Mole, alla notizia della morte di Ali Khamenei, sabato sera sono partiti i festeggiamenti. Gli iraniani di Torino, circa 4mila, sono scesi in strada tra balli, canti e “storie” postate sui social, pieni di gioia per quella che sembra essere una libertà finalmente ritrovata dopo quasi 50 anni di regime repressivo e autoritario nel loro Paese. E lo stesso è capitato nelle piazze delle altre principali città italiane.
In tanti, ora che Khamenei è morto, invocano il ritorno a Teheran del figlio dello scià, il principe Reza Pahlavi. «Una vergogna, sono le stesse sigle, Pd escluso, che manifestarono con Askatasuna il 31 gennaio», ha detto Silvio Viale, consigliere comunale di +Europa, in riferimento al sit-in di questo pomeriggio. Come detto, al presidio ci sarà il Pd torinese. «Il Partito democratico metropolitano di Torino sostiene il presidio per la pace e per la fine dell’escalation militare in Medio Oriente. Invitiamo tutte e tutti coloro che credono nella pace a esserci. La guerra non è una soluzione: è un moltiplicatore di violenza. Scegliamo la pace», così il Pd torinese sui social. Mentre per quanto riguarda la Cgil, il segretario Maurizio Landini ieri a Torino ha detto: «Siamo già scesi in piazza per i diritti del popolo iraniano. Le logiche di Trump sono autoritarie, in Iran siamo in presenza di uno sdoganamento della guerra». Ma sotto la locandina fioccano polemiche. «Vergognatevi, dovevate restare in silenzio», così gli iraniani sui social alla notizia del presidio di oggi.
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