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18 Aprile 2026 - 06:46
Olimpiadi del nord ovest: il rebus dell'atletica leggera ma spuntano le montagne torinesi
«Bella l'idea delle Olimpiadi condivise, ma le gare poi dove si faranno? E le cerimonie?». Si potrebbero riassumere con queste poche parole le prime reazioni di chi - da semplice appassionato o per interesse economico - in questi giorni sta seguendo la vicenda della candidatura di Torino, Milano e Genova alle Olimpiadi estive del 2036 o del 2040. Perché alla fine è questo che interessa non solo gli appassionati di sport interessati a guardare qualche gara, ma anche e soprattutto gli operatori economici: perché sì, lo squash è bello ma a muovere le masse sono l'atletica leggera e il nuoto.
E proprio l'atletica leggera, la regina delle Olimpiadi, rischia di essere il primo vero, grande ostacolo sulla corsa alla candidatura del triangolo industriale. Perché a Torino, Milano e Genova ci sono già 4 stadi e un quinto, il nuovo San Siro, è in arrivo ma nessuno con la pista di atletica leggera. E quello che potrebbe esserne dotato più facilmente, l'Olimpico Grande Torino, ha però una capienza di sole circa 26mila persone. Poche, troppo poche rispetto a quello che servirebbe: nelle ultime edizioni, per fare un esempio, non si è mai scesi sotto le 60mila persone. Pensare di costruire un sesto stadio andrebbe contro qualunque (giusta) intenzione di evitare cattedrali nel deserto e solo il pensiero di inserire un anello di atletica nel nuovo San Siro farebbe rizzare i capelli in testa ai dirigenti di Milan e Inter. Insomma, il rebus rischia di essere di difficile soluzione e il rischio è che qualcuno arrivi a rimpiangere il vituperato Delle Alpi che con la sua pista di atletica e i 65mila spettatori di capienza sarebbe stato perfetto.
Come suddividere le altre discipline? Diamo per scontato che Genova giustamente si aggiudicherà non solo tutto quelle che si disputano in mare (vela, windsurf, nuoto di fondo sperando che a qualcuno non venga in mente di proporre il Po) ma anche il beach volley. Milano e Torino dovrebbero quindi spartirsi il resto e probabilmente chi non si aggiudicherà l'atletica si porterà a casa il nuoto. E, sempre a proposito di soluzioni scontate, i 5 stadi saranno più che sufficienti per dividersi le partite dei tornei di calcio e rugby a 7. La sorpresa che ci interessa più da vicino è che, anche se si tratta di una edizione estiva, potrebbero tornare protagoniste le nostre montagne per le corse di mountain bike e bmx, senza contare che il Sestriere - già amato da Giro d'Italia e Tour de France - sembra davvero partire ampiamente in pole position per una delle medaglie più ambite, quella del ciclismo su strada. E in provincia, a Ivrea, potrebbe finire il kayak visto che qui già si trova il centro federale italiano. La città invece potrebbe giocarsi la carta dei palazzetti realizzati per Torino 2006: l'Inalpi Arena sembra perfetto per volley o basket, il Palavela e l'Oval (che potrebbe nel frattempo essere già riqualificato per un'altra Olimpiade, quella francese del 2030) potrebbero tornare utili per svariate discipline, da quelle di lotta alla scherma. La sfida tra Torino, Milano e Genova potrebbe essere serrata per la maratona e i suoi 42,195 chilometri attraverso le strade della città ospitante, ripresi e trasmessi da tutte le tv del mondo: uno dei più spettacolari spot pubblicitari che si possano immaginare. Gli atleti sfileranno sotto la Mole, il Duomo o la Lanterna?
Ci sono poi le suggestioni, località che per motivi storici o artistici potrebbero avere delle carte da giocare. Qualche esempio? Pinerolo, culla della cavalleria, potrebbe fare un pensierino all'equitazione. Sulle acque del Po potrebbero scivolare gli equipaggi del canottaggio, magari con l'arrivo nei pressi della Gran Madre. A Parigi 2024 le gare di pentathlon si sono tenute a Versailles e il pensiero quindi non può che correre alla "piccola Versailles", la Reggia di Venaria. E quale sfondo migliore della Palazzina di Caccia di Stupinigi per le gare di tiro con l'arco?
Infine, la cerimonia inaugurale. Il nuovo San Siro è il logico favorito ma il modello potrebbe essere quello delle ultime Olimpiadi invernali che si sono tenute proprio a Milano e Cortina e quindi lo stadio milanese come luogo centrale ma con "pezzi" di cerimonia anche a Torino e a Genova.
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