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L'evento

Emanuele Filiberto al Teatro Juvarra: dall’esilio alla tv, il racconto di una vita “scomoda sui troni”

Il principe fa sold out al Teatro Juvarra e racconta esilio e ritorno in Italia, tra tv, ricordi di Umberto II e l'imprenditoria "Prince of Venice"

Emanuele Filiberto al Teatro Juvarra: dall’esilio alla tv, il racconto di una vita “scomoda sui troni”

Al Teatro Juvarra la serata è quasi subito sold out. E' Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Piemonte e Venezia, protagonista di uno degli appuntamenti della rassegna "Enjoy books 2026 - storie di libertà e visione". "Scomodo sul trono", scherza subito lui, anche se si tratta di una poltrona.

Nato a Ginevra nel 1972 e cresciuto all’estero, racconta una storia segnata dall’esilio della famiglia dopo il Referendum istituzionale del 1946. Per molti anni non poté entrare in Italia. «Non potevo neanche vedere Piazza San Carlo. Ero parte della storia di questo Paese ma non potevo viverla». Il ritorno, dopo la fine del divieto per i Savoia nel 2002, non fu semplice: «Quando sono tornato in Italia non era facile chiamarsi Savoia», dice.

Un esordio travagliato: "In Tv tanti mi fischiavano o mi insultavano". Con il tempo, però, qualcosa è cambiato. «In questi venticinque anni sono riuscito a farmi conoscere più come Emanuele Filiberto che come discendente di casa Savoia». Un percorso passato dal piccolo schermo: dalla vittoria a Ballando con le stelle fino al palco del Festival di Sanremo nel 2010, dove arrivò secondo con Italia amore mio insieme a Pupo. «Era una dichiarazione d’amore all’Italia. Ne ho scritto io le parole. Fu molto fischiata, ma per me resta un bellissimo ricordo».

Nel racconto tornano anche i ricordi familiari, in particolare quelli del nonno, l’ultimo re d’Italia Umberto II di Savoia, che visse in esilio in Portogallo. «Andavo spesso a trovarlo, ma per me era soprattutto un nonno». A quei ricordi è legato anche un libro che sta scrivendo, un romanzo storico pensato per gli ottant’anni della Repubblica, costruito attorno alle lunghe passeggiate e ai racconti della nonna.

Negli anni non sono mancate le incursioni in altri ambiti. Dopo l’esperienza televisiva, tentò anche la strada della politica con l’Unione di Centro, senza successo. Oggi guarda soprattutto all’imprenditoria: negli Stati Uniti ha lanciato il marchio Prince of Venice, dedicato alla pasta fresca italiana, con ristoranti e food truck a partire da Los Angeles.

Torino resta comunque una città speciale per lui. Non vi risiede stabilmente, ma la frequenta spesso per eventi e iniziative pubbliche. Sul piano personale, negli ultimi anni ha intrapreso una strada separata dalla moglie, l’attrice Clotilde Courau, con cui mantiene però un buon rapporto.

Tra i progetti e gli impegni resta spazio anche per le passioni gastronomiche: «Amo molto l’olio e il vino, ma soprattutto pomodori e peperoncini». Una passione che, in fondo, si lega anche alla sua ultima avventura imprenditoriale: portare un pezzo di cucina italiana nel mondo.

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