Cerca

Economia

Energia più cara, rischio stangata da 879 milioni per le imprese piemontesi: arrivano le accise mobili?

Le tensioni nello Stretto di Hormuz spingono i prezzi sul carburante e sulle bollette

Energia più cara, rischio stangata da 879 milioni per le imprese piemontesi: arrivano le accise mobili?

Il nuovo aumento dei prezzi dell’energia rischia di pesare in modo significativo sull’economia piemontese, in particolare su un sistema produttivo fortemente orientato alla manifattura. Secondo le stime dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, il rincaro delle bollette di luce e gas potrebbe tradursi per le imprese della regione in un carico complessivo di circa 879 milioni di euroIl Piemonte, che negli ultimi anni cresce a ritmi molto contenuti - con un Pil che si muove attorno allo 0,55% - si trova così di fronte a un nuovo shock energetico dopo quello del 2022, mentre si avvicina anche la fine del sostegno dei fondi del Pnrr. Il fenomeno riguarda tutto il Paese. A livello nazionale il conto per le imprese potrebbe arrivare a quasi 10 miliardi di euro in più rispetto al 2025, con un incremento del 13,5%. Le regioni più colpite sarebbero Lombardia (+2,3 miliardi), Emilia-Romagna (+1,2 miliardi) e Veneto (+1,1 miliardi), con il Piemonte al quarto posto.

Alla base della nuova impennata dei prezzi ci sono le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno coinvolto anche lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Il timore di interruzioni nelle forniture dal Golfo Persico ha così spinto al rialzo le quotazioni di petrolio e gas, con forti oscillazioni sui mercati europei. L’aumento dei costi energetici rischia quindi di ridurre la competitività delle imprese e comprimere i margini in un territorio industriale come quello piemontese, con possibili effetti anche su investimenti e occupazione.

Di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, il governo apre la possibilità dell’attivazione di uno strumento già previsto dalla normativa: il meccanismo delle accise mobili. In un videomessaggio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che l’esecutivo è al lavoro per limitare gli effetti economici della crisi. «Stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile», ha spiegato la premier.

Il meccanismo prevede che una parte del maggiore gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti venga utilizzata per ridurre le accise, cioè le imposte fisse applicate su benzina e gasolio. In questo modo si cerca di compensare l’aumento dei prezzi alla pompa e attenuare l’impatto sui consumatori. «Il meccanismo consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per la riduzione delle accise», ha aggiunto Meloni. Il sistema deriva da una norma originaria del 2007, poi modificata nel 2023, e prevede che il taglio delle accise possa essere adottato quando il prezzo medio dei carburanti aumenta rispetto al valore di riferimento indicato nei documenti di finanza pubblica.

L’eventuale attivazione dello strumento è ora allo studio del Ministero dell’Economia e potrebbe arrivare già nei prossimi giorni con una revisione dei parametri della norma. L’obiettivo del governo è limitare l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese. «È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parte del Mef», ha concluso la presidente del Consiglio.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.