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L’energia senza fili nello spazio: la startup torinese Oris vola a Seattle

Dallo spin-off del Politecnico di Torino ai grandi eventi dell’aerospazio negli Stati Uniti

L’energia senza fili nello spazio: la startup torinese Oris vola a Seattle

Una tecnologia per trasmettere energia senza fili nello spazio, pensata per satelliti, droni e infrastrutture lunari. È questa la missione con cui la startup torinese Oris Space parteciperà all’Adss - Aerospace & Defense Supplier Summit di Seattle, in programma il 18 e 19 marzo, uno degli appuntamenti più importanti per la supply chain aerospaziale globale. Fondata come spin-off del Politecnico di Torino, l’azienda sta sviluppando payload per la trasmissione di energia wireless nello spazio, una tecnologia destinata a diventare fondamentale per le future infrastrutture spaziali. L’obiettivo dichiarato è costruire una nuova generazione di sistemi energetici capaci di garantire accesso continuo all’energia per satelliti, droni e sistemi operativi sulla superficie lunare o in altre missioni del sistema solare.

La startup torinese è tra le 24 imprese italiane presenti alla manifestazione statunitense e tra le tre giovani realtà innovative selezionate nel programma di accelerazione dell’Innovit - Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco, che sostiene l’internazionalizzazione delle startup tecnologiche italiane negli Stati Uniti. La missione negli Stati Uniti arriva in un momento particolarmente favorevole per l’aerospazio italiano. Secondo i dati elaborati da ICE, nel 2025 le importazioni aerospaziali statunitensi dall’Italia sono cresciute del 7,9%, raggiungendo 1,71 miliardi di dollari.

Un aumento cinque volte superiore rispetto alla crescita complessiva delle importazioni aerospaziali americane, che nello stesso periodo si sono fermate a +1,5%. La quota di mercato italiana negli Stati Uniti è così salita al 4,05%, in aumento rispetto al 3,30% del 2023. A trainare la performance sono soprattutto le componenti per aeromobili ed elicotteri, che rappresentano oltre il 60% dell’export italiano verso gli Stati Uniti e che nel 2025 hanno registrato una crescita del 23,3%.

Dal punto di vista geografico, due hub statunitensi si confermano centrali per la presenza italiana: la Virginia e il Texas, che insieme assorbono oltre la metà delle importazioni aerospaziali americane provenienti dall’Italia. L’aerospazio è oggi uno dei settori più avanzati dell’industria italiana. Il comparto genera un fatturato annuo superiore ai 16 miliardi di euro e esporta oltre il 70% della produzione complessiva. Nel settore lavorano direttamente più di 50mila professionisti altamente qualificati e una filiera composta da oltre 300 piccole e medie imprese affianca i grandi prime contractor attivi sui mercati globali. Circa due terzi dell’attività riguarda la produzione di aeromobili, elicotteri e veicoli spaziali, mentre il resto si concentra su sistemi avanzati ad alto valore tecnologico, tra cui avionica, radar, tecnologie propulsive e componenti mission-critical.

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