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La protesta
18 Marzo 2026 - 18:10
La protesta dei lavoratori Trasnova
Cinque giorni di sciopero per fermare una procedura che potrebbe azzerare l’intera forza lavoro. Le sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil di Torino hanno proclamato 40 ore di sciopero, dal 23 al 27 marzo, su tutti i turni e per l’intero orario giornaliero, dopo l’apertura della procedura di licenziamento collettivo da parte di Trasnova. La decisione è arrivata al termine di un’assemblea con i lavoratori e rappresenta una risposta diretta alla comunicazione dell’azienda dello scorso 13 febbraio, quando era stata avviata la procedura di riduzione del personale. Una misura drastica che coinvolge 94 dipendenti su 94, distribuiti tra Torino (14), San Germano, Pomigliano d'Arco e Melfi.
Alla base della crisi c’è la cessazione degli appalti con Stellantis, che ha annunciato la fine dei contratti e degli affidamenti entro il 30 aprile 2026. Una scelta che ha lasciato Trasnova senza prospettive concrete, portando l’azienda ad avviare i licenziamenti. I sindacati chiedono il ritiro immediato della procedura e l’attivazione di ammortizzatori sociali almeno fino alla conclusione delle attività negli stabilimenti Stellantis. L’obiettivo è guadagnare tempo e aprire un confronto che possa portare a soluzioni alternative alla perdita dei posti di lavoro.
La vertenza, infatti, è già all’attenzione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e le organizzazioni sindacali sollecitano la convocazione di un tavolo istituzionale. “Si tratta di una decisione grave, assunta in una fase estremamente delicata, che rischia di compromettere ulteriormente la vertenza”, avevano sottolineato in una nota congiunta, chiedendo a tutte le parti coinvolte “un atteggiamento responsabile e collaborativo” per salvaguardare l’occupazione.
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