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Economia

Prezzi, l’Italia in equilibrio precario: il 77% teme di non farcela

Dai costi dell’energia al cibo, la pressione sui bilanci familiari spinge a rivedere priorità e consumi

Prezzi, l’Italia in equilibrio precario: il 77% teme di non farcela

Spesa, foto d'archivio

Le rinunce iniziano dalla tavola e arrivano fino al tempo libero. Quello che emerge dalle testimonianze raccolte tra mercati e supermercati trova una conferma netta nei dati: la sensazione di essere arrivati a un limite non è isolata, ma condivisa da una larga parte del Paese. Secondo l’ultima rilevazione Swg, il punto più critico resta quello dell’energia. Se le bollette dovessero aumentare ancora, il 28% degli italiani dichiara che non riuscirebbe più a sostenerle. Accanto a questa fascia c’è un ulteriore 49% che parla di una difficoltà seria ma ancora gestibile. Insieme fanno il 77%: una maggioranza che si muove su un equilibrio estremamente fragile.

Il dato più significativo riguarda però la percezione di aver già esaurito i margini. Cresce infatti la quota di chi si sente senza più spazio per assorbire nuovi aumenti. Una pressione che si accumula e riduce progressivamente la capacità di adattamento delle famiglie. Non sorprende quindi che il 44% degli italiani dichiari di aver già visto rincari concreti nella propria quotidianità, parlando di una crisi che non è più percepita come un’esperienza diretta. Il timore, inoltre, non si limita all’energia.

Per molti si è già attivato un effetto a catena. Il 65% prevede aumenti nei trasporti, il 62% negli alimentari e nei prodotti per la casa. Seguono automobili (44%), mutui e prestiti (41%), ristorazione (41%) e turismo (35%). Più indietro, ma comunque presenti, sanità (28%), tempo libero e servizi alla persona (entrambi al 24%), immobiliare (21%), cultura (16%) e sport (11%). Solo una quota minima, pari al 1%, ritiene che non ci saranno conseguenze.

Ormai il cambiamento nei comportamenti è già evidente. Il 57% degli italiani ha ridotto gli acquisti importanti, mentre il 54% ha tagliato le spese per ristoranti e tempo libero. Ma la tendenza è destinata a proseguire: un ulteriore 21% prevede di ridurre ancora gli acquisti rilevanti, il 28% le uscite al ristorante, il 23% il tempo libero e il 26% viaggi e vacanze. Il dato più sensibile riguarda però i consumi essenziali. Già il 29% delle famiglie ha ridotto la spesa per alimentari e prodotti per la casa, mentre un altro 28% pensa di farlo a breve.

In questo contesto, le richieste agli interventi pubblici sono chiare e immediate. Il 60% degli italiani chiede misure per contenere i prezzi, tra aiuti diretti e riduzione degli oneri in bolletta. Il 55% invoca controlli e sanzioni contro possibili speculazioni, mentre il 46% sottolinea l’importanza di garantire sicurezza negli approvvigionamenti energetici. Accanto alle urgenze, emerge anche una domanda di prospettiva. Il 39% guarda allo sviluppo delle rinnovabili, il 33% all’aumento della produzione interna, il 26% non esclude il nucleare e il 25% indica la necessità di rafforzare reti e infrastrutture. Per pochi, invece, l’ipotesi di un ritorno al carbone (9%).

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