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Caro prezzi
18 Marzo 2026 - 17:10
La guerra in Iran può sembrare lontana, ma per molte famiglie è già arrivata nel posto più concreto di tutti: il carrello della spesa. Non come un evento improvviso, ma come un lento avvenire che cambia le abitudini, costringe a fare delle scelte, spinge a rinunciare a ciò che si era programmato da tempo. Si taglia il superfluo, poi si rivedono le abitudini, e per qualcuno si inizia a toccare anche l’essenziale. Passando per alcuni mercati, come Porta Palazzo o quello in Crocetta, e supermercati, sono emersi diversi racconti su come non solo ci siano crescite sui prezzi, ma anche sulla necessità di prepararsi al prossimo periodo, che sarà ancora più pesante per le tasche dei cittadini.
Claudio, ad esempio, descrive un aumento ancora contenuto, ma costante: «Sinceramente non ho notato costi molto più alti, forse qualche centesimo. Sulla verdura qualcosa si vede. Però il carburante aumenta ogni giorno, di tre o quattro centesimi, e quello poi si riflette un po’ su tutto». Claudio adotta la strategia delle spese mensili: «Non me ne sono ancora accorto anche perché mi capita di fare scorte di lunga durata».
Aude prova a difendersi cambiando canali di acquisto: «Io evito i supermercati per frutta e verdura e vado dai contadini. Lì per adesso non vedo aumenti. Però sulle bollette sì, qualcosa di brutto si è già visto. E per la benzina ho paura, soprattutto per i prossimi viaggi». La strategia per Aude è la seconda mano: «Spesso compriamo le cose usate online, e per risparmiare cercherò di cucinare un po’ di più, potrebbe essere la nostra soluzione anticrisi».
Dal banco del mercato da ormai tre generazioni, Gianni anticipa quello che potrebbe arrivare: «Stanno aumentando tutti i costi: plastica, gasolio, sementi. A volte costa più il trasporto della merce. Noi cerchiamo di contenere i prezzi, abbiamo ancora i magazzini pieni, ma sugli arrivi nuovi sarà inevitabile aumentare, soprattutto per i costi dell’energia».
C’è anche chi guarda con disincanto alle cause, come Sergio e Stefano: «Sulla benzina abbiamo già visto gli aumenti. Sulla spesa ancora no, ma ce lo aspettiamo. Li avevamo già visti quando era iniziata la guerra in Ucraina, e ora si sta ripetendo la stessa situazione. Noi Occidentali, appena c’è una situazione così, finisce sempre con l’approfittarne subito per alzare i prezzi. Però poi ci lamentiamo della situazione».
Per molte famiglie, però, il cambiamento è già realtà quotidiana. Marella racconta una serie di rinunce ormai necessarie: «Si cucina di più, si va meno al ristorante. I prezzi sono aumentati, soprattutto carne, pesce e frutta. Si cercano le offerte, anche i prodotti vicino alla scadenza. Con una famiglia di quattro persone oggi si fa fatica». E quando il margine si riduce, ogni scelta diventa strategia: «Si acquistano prodotti freschi, si evitano quelli surgelati o comunque i prodotti che costano sempre di più, si taglia tutto quello che si può, come le vacanze. Bisogna pensare ai ragazzi e fare anche attenzione al materiale scolastico».
Daniela vede una tendenza che va oltre l’emergenza del momento: «Non si tratta solo della guerra, è ormai un anno che aumenta tutto, ma negli ultimi mesi molto di più. Non si riesce più ad arrivare a fine mese con un budget fisso. Si va al mercato, si cercano sconti anche del 50%». E sulle cause non ha dubbi: «La guerra non è il problema principale. È l’ennesima scusa del momento per aumentare i prezzi». Le bollette, intanto, restano una preoccupazione costante: «Quelle aumentano sempre».
Tra chi anticipa i rincari e chi li sta già affrontando, emerge una linea comune fatta di piccoli aggiustamenti quotidiani: meno ristoranti, meno viaggi, più attenzione a ogni euro speso. Addirittura chi rinuncia a mangiare per pagarsi le spese mediche. Fino alla sintesi più diretta, quasi brutale, che racconta meglio di qualsiasi dato il cambiamento in corso: «Mangiamo meno e andiamo a Porta Palazzo».
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