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Tempi moderni

Torino è la seconda città dove si cammina di più in Italia: ecco quanti passi al giorno fanno i bugia nen

Secondo i dati della community Macadam sotto la Mole si fanno 11.601 passi medi al giorno. Al primo posto c'è Genova

Stretta sui pedoni: multe anche sulle strisce se si attraversa male

Foto di repertorio

Genova, Torino e Bari guidano la classifica della mobilità pedonale in Italia per costanza individuale, mentre l’impatto collettivo di Milano e Roma genera un risparmio di oltre 7.900 tonnellate di CO2. È quanto emerge dall’analisi dei flussi del 2025 realizzata da Macadam che, forte di una community di oltre 1,1 milioni di utenti sul territorio nazionale, ha mappato la propensione alla mobilità pedonale nei principali capoluoghi del Paese.

Al vertice di questa geografia del cammino si posiziona Genova: con una media di 12.031 passi giornalieri per utente, il capoluogo ligure dimostra come un tessuto urbano complesso e caratterizzato da forti pendenze possa paradossalmente stimolare il movimento individuale più intenso del Paese. A seguire troviamo Torino, che si attesta a 11.601 passi medi, confermando una radicata cultura del movimento nel Nord-Ovest. Il dato sociologicamente più dirompente emerge però subito dopo: Bari si inserisce al terzo posto nazionale con 11.563 passi, spezzando i tradizionali paradigmi geografici e dimostrando che anche nel Mezzogiorno è già in atto cambio di passo verso la micro-mobilità.

Milano e Roma si posizionano rispettivamente a 11.360 e 11.223 passi medi giornalieri, evidenziando come la disponibilità di infrastrutture di trasporto capillari tenda a frammentare e ridurre leggermente la continuità della camminata individuale. Tuttavia, se le metropoli cedono il passo in termini di costanza pro capite, compensano generando un notevole peso ecologico. I cittadini di Milano hanno prodotto nell'ultimo anno 23,7 miliardi di passi, pari a ben 444 giri completi del pianeta Terra. Anche Roma si distingue, contribuendo con 15,4 miliardi di passi, pari a 288 circonferenze terrestri. Questi numeri evidenziano chiaramente il significativo e positivo impatto ambientale generato dalle aree urbane ad alta densità: se queste distanze fossero state coperte utilizzando un normale veicolo privato, si sarebbero immesse nell'atmosfera 4.790 tonnellate di CO2 nel solo capoluogo lombardo e 3.113 tonnellate nella Capitale. A guidare questa evoluzione da Nord a Sud non è la Generazione Z, bensì la fascia anagrafica tra i 36 e i 45 anni.

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