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Economia
25 Marzo 2026 - 19:20
Il Piemonte ha patito un po' il colpo della guerra, ma ora comincia a guardarsi intorno e punta al Regno Unito come uno dei partner economici più rilevanti fuori dall’Unione europea. A confermarlo sono i dati emersi nel corso dell’Uk-Piemonte Business Forum, che si è svolto al Centro Storico Fiat di Torino, ponendo al centro lo stato di salute e le prospettive dell’economia regionale. Nel 2025 l’export piemontese verso il Regno Unito ha raggiunto circa 2,44 miliardi di euro, a fronte di importazioni per 859 milioni. Un saldo commerciale ampiamente positivo che racconta una forte vicinanza delle relazioni economiche tra i due territori, nonostante una leggera flessione su base annua (-4,2% le esportazioni, -4,1% le importazioni).
A trainare gli scambi sono infatti i comparti simbolo dell’industria regionale: i mezzi di trasporto, in particolare l’automotive, seguiti da macchinari e apparecchiature industriali - che già nel 2024 superavano i 430 milioni di euro - e dal settore agroalimentare, che continua a mostrare una maggiore resilienza rispetto ad altri ambiti manifatturieri, e lo stesso vale anche sul fronte delle importazioni dal Regno Unito, dove prevalgono prodotti ad alto contenuto tecnologico. Il quadro che emerge è quello di un’economia regionale dinamica, con relazioni strutturate anche in un contesto complesso come quello post-Brexit.
«Il rapporto tra Piemonte e Regno Unito è solido e strutturato, fondato su filiere produttive integrate e su una complementarità che rappresenta un vantaggio competitivo» ha sottolineato il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto. «L’obiettivo è trasformare queste relazioni in investimenti concreti e duraturi». Dalla manifattura avanzata all’aerospazio, fino alle tecnologie digitali e agli investimenti green, i settori su cui si concentra la collaborazione indicano la volontà di rafforzare la competitività del Piemonte puntando su innovazione e integrazione nelle catene globali del valore. Nonostante il rallentamento registrato nell’ultimo anno, il Regno Unito resta dunque un mercato strategico per i distretti piemontesi. E il forum torinese ha confermato l’interesse crescente delle imprese, sia italiane sia britanniche, a sviluppare nuovi progetti comuni.
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