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Economia & Finanza

Directa SIM, conti e utili da record: il 2026 parte a razzo con oltre 10 miliardi di masse

Nel 2025 137.568 conti, 9,7 miliardi asset, utile netto 12,6 milioni, dividendo 0,60 euro dal 20 maggio 2026

Directa SIM, conti e utili da record: il 2026 parte a razzo con oltre 10 miliardi di masse

C’è chi rincorre i mercati e chi, con pazienza operaia, mette numeri in fila fino a disegnare un trend. Directa SIM appartiene alla seconda categoria: non fa fuochi d’artificio, ma mostra bilanci che parlano chiaro e un 2026 iniziato con il piede pigiato sull’acceleratore. Crescita dei clienti, ossia già 150.000, masse a quota 9,7 miliardi, redditività in progresso e un dividendo generoso: basterà tutto questo a tenere il passo in un’arena dove i concorrenti internazionali alzano la posta?


I numeri chiave del 2025
- Conti attivi al 31 dicembre 2025: 137.568, in aumento del 31,6% rispetto al 31 dicembre 2024. - Asset complessivi dei clienti: 9,7 miliardi di euro (+47%), per la prima volta oltre i 9 miliardi. - Margine d’intermediazione: 39,6 milioni di euro (+6,2% rispetto ai 37,3 milioni del 2024), massimo storico. - Utile lordo: 18,2 milioni di euro, +8,3% rispetto ai 16,8 milioni del 2024. - Utile netto: 12,6 milioni di euro, +11,5% sui 11,3 milioni del 2024. - Patrimonio netto: 52,6 milioni di euro al 31 dicembre 2025, +15,1% rispetto ai 45,7 milioni del 31 dicembre 2024. Il cda ha approvato il bilancio 2025, che certifica il rafforzamento strutturale della società e la continuità del percorso di crescita.

Dividendo e calendario
Il Consiglio di Amministrazione propone un dividendo di 0,60 euro per ciascuna delle 18.750.000 azioni, per un totale di 11.250.000 euro. Se approvato, lo stacco cedola è previsto il 18 maggio 2026, “record date” il 19 maggio e pagamento a partire dal 20 maggio 2026.

La posizione sul mercato
Sul conto terzi dell’azionario italiano (Euronext Milan Domestic), la quota di mercato 2025 è al 4,59%, in lieve calo dal 4,68% del 2024; nonostante ciò, nella graduatoria AMF Italia (ex Assosim) Directa sale dal sesto al quinto posto. Nel trading online, secondo il report Tolis di Borsa Italiana, la quota complessiva in Italia cresce dal 13,9% del 2024 al 14,8% nel 2025: un segnale di consolidamento nel canale digitale.

Le voci dai vertici
“Ogni indicatore di questo bilancio è al massimo storico. In meno di tre anni i clienti e gli asset sono raddoppiati, l’utile lordo è cresciuto del 52,9%”, afferma il presidente Massimo Segre. La “forza patrimoniale”, sottolinea, consente di investire ancora in tecnologia e servizi, in linea con una tradizione trentennale al fianco degli investitori autonomi. Per l’amministratore delegato Andrea Busi, “il 2025 si è chiuso con risultati importanti... in un anno caratterizzato da forte volatilità e crescente concorrenza, anche da parte di broker esteri”. Il vantaggio competitivo? “Eccellenza dei servizi, gradimento delle piattaforme e approccio trasparente”, rivolto a una clientela orientata ai mercati azionari regolamentati, italiani ed esteri. Il direttore commerciale Stefano D’Orazio lega i risultati a un “salto di scala” e a un cambiamento strutturale: sempre più risparmiatori gestiscono in autonomia i capitali, con gli ETF tra i principali driver del risparmio retail europeo. Pesano l’onboarding digitale e la Directa Academy, che conta 15.000 iscritti. E il 2026, dice, “è iniziato con una forte accelerazione: superati i 150.000 clienti e i 10 miliardi di masse”, mentre si evolvono i processi di KYC con l’integrazione del CRM e un uso più avanzato dei dati. In agenda anche il Directa Summit 2026, a Milano il 18 giugno, pensato per la community degli investitori autonomi.

2026: la rotta tra accelerazione e variabili esterne
I primi due mesi del 2026 confermano il momentum: - Oltre 1,2 milioni di ordini eseguiti; il mercato cash domestico cresce del 30% rispetto ai primi due mesi del 2025, mentre gli altri mercati mostrano incrementi più contenuti. - Masse della clientela oltre 10 miliardi di euro, spinte da nuova clientela e maggiore operatività. - Commissioni nette in aumento in scia agli eseguiti. Non mancano però le frizioni: il margine di interesse segna una lieve flessione rispetto all’avvio 2025, complice il calo dei tassi deciso dalle banche centrali e la scadenza dei time deposit 2023-2024, con reimpiego della liquidità a rendimenti inferiori. Il conto economico sconta inoltre l’ampliamento dell’organico, il rafforzamento infrastrutturale e nuovi investimenti commerciali e marketing. Un parziale contrappeso arriva dal progetto “private banking” cessato a febbraio 2025: nel 2026 non graveranno più i costi di disdetta anticipata con i tre principali fornitori IT. E i rischi macro? Gli eventi geopolitici, in continua evoluzione, potrebbero raffreddare i mercati e la propensione all’investimento, ma finora non si registrano impatti significativi sull’attività della società.

Lettura d'insieme: crescita di qualità o semplice vento in poppa
La fotografia racconta due verità. Da un lato, la crescita “industriale”: più clienti, più masse, più ricavi core (margine d’intermediazione), utile netto in doppia cifra e patrimonio ai massimi storici. Dall’altro, la sensibilità al ciclo dei tassi, che affievolisce il margine di interesse: un promemoria che le piattaforme di investimento non vivono di sole commissioni. La leggera contrazione della quota sul conto terzi domestico convive con il rafforzamento nel trading online e l’avanzamento in classifica AMF Italia: segnale che la spinta nei canali digitali compensa le dinamiche competitive sui mercati tradizionali. La scommessa sul 2026 è chiara: mantenere l’inerzia commerciale, capitalizzare l’onboarding e l’educazione (Directa Academy), spingere su ETF e tecnologia (KYC data-driven) e fare della community un moltiplicatore di fedeltà. Basterà? Se i mercati resteranno collaborativi, la traiettoria appare tracciata; in caso contrario, conterà la capacità di navigazione in acque mosse.

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