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Industria
27 Marzo 2026 - 16:10
Sede di Cna Torino
La CNA Torino chiede alle istituzioni un cambio di passo deciso per il futuro industriale del territorio. Durante l’intervento in Comune, il gruppo dirigente e le imprese manifatturiere associate hanno lanciato un appello chiaro: favorire l’insediamento di nuovi costruttori automobilistici per rafforzare un comparto ritenuto ancora strategico e insostituibile. Pur riconoscendo il percorso di diversificazione economica avviato negli ultimi decenni, l’associazione sottolinea come l’automotive continui a rappresentare un pilastro fondamentale per l’occupazione e la competitività.
Secondo la CNA, il dibattito sul futuro dell’auto a Torino si è arenato da troppo tempo su un unico punto: il rilancio degli stabilimenti da parte di Stellantis, in particolare dell’ex Fiat Mirafiori. Una prospettiva che viene definita “velleitaria”, alla luce dei dati più recenti. Il piano industriale presentato dal CEO Antonio Filosa prevede infatti ingenti investimenti all’estero, con 13 miliardi di dollari destinati agli Stati Uniti nei prossimi quattro anni, nuovi modelli e un aumento significativo della produzione, oltre a ulteriori sviluppi in Sud America, India, Sud-Est asiatico e Nord Africa. Nel frattempo, la produzione in Italia resta sotto le 400mila unità, a fronte di oltre 2 milioni di veicoli prodotti in Spagna.
Il quadro dello stabilimento di Mirafiori evidenzia una difficoltà strutturale. Dopo i picchi del 2006-2007, con oltre 200mila auto prodotte, si è registrato un progressivo ridimensionamento. Negli ultimi anni la produzione è scesa dalle circa 95mila unità del 2022 a meno di 30mila nel 2024, mentre prosegue il ricorso agli ammortizzatori sociali, arrivato al diciottesimo anno consecutivo. Parallelamente, l’occupazione si è dimezzata a circa 12mila addetti. A questo si aggiungono operazioni industriali come la cessione di Iveco, Magneti Marelli e Comau, che secondo la CNA confermano un progressivo disimpegno dal territorio.
Nonostante il quadro critico, l’associazione evidenzia come il Piemonte continui a essere un territorio competitivo. Secondo i dati di Unioncamere Piemonte, sono circa 1.300 le imprese a controllo estero presenti sul territorio, con oltre 183mila addetti e prospettive di crescita. Il territorio viene apprezzato per la qualità delle risorse umane, la presenza di una rete diffusa di piccole e medie imprese, l’efficienza delle infrastrutture digitali e il livello del sistema formativo e universitario, oltre che per una buona qualità della vita. Elementi che continuano a rendere l’area attrattiva per investimenti internazionali.
Al centro della proposta della CNA c’è il concetto di “compasso manifatturiero”, un ecosistema produttivo che si sviluppa nell’area metropolitana torinese e che integra competenze che spaziano dall’automotive all’aerospazio fino all’elettromedicale. Si tratta di un sistema composto da artigiani e PMI altamente specializzate, in grado di operare in modo complementare e integrato e di mettersi al servizio di diversi produttori. La richiesta finale è rivolta a tutti i livelli istituzionali, dal Comune alla Regione fino al Governo, affinché si lavori concretamente per attrarre nuovi player internazionali dell’automotive e costruire una strategia industriale capace di valorizzare l’intera filiera.
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