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Prevenzione

Bastano pochi secondi: a Torino una giornata per prevenire la Sindrome del Bambino Scosso

Domenica 12 aprile a Torino si svolgerà un’iniziativa informativa dedicata alla Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome)

Bastano pochi secondi

Foto d'archivio

Domenica 12 aprile a Torino si svolgerà un’iniziativa informativa dedicata alla Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), nell’ambito delle giornate internazionali di prevenzione promosse dalla campagna “Nonscuoterlo!” di Terre des Hommes. In piazza Castello, dalle 10 alle 17, sarà attivo un infopoint gestito da Simeup (Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica) e Sip (Società italiana di pediatria), con la partecipazione di medici e infermieri della Pediatria d’urgenza dell’ospedale infantile Regina Margherita, insieme ai volontari della Croce Verde Torino e dell’Aimi (Associazione italiana massaggio infantile). La Sindrome del Bambino Scosso è una forma di trauma cerebrale causata dallo scuotimento violento del neonato, che può verificarsi anche in pochi secondi. Il rischio è maggiore tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, fase in cui il pianto può essere più intenso e prolungato. Tuttavia, i casi possono riguardare anche bambini fino ai 2 anni.

Le conseguenze possono essere gravi e permanenti, tra cui danni neurologici, cecità, paralisi, disturbi cognitivi e motori. In circa un caso su quattro si possono verificare coma o decesso. La prevenzione si basa principalmente sull’informazione e sulla gestione delle situazioni di stress legate alla cura del neonato. Secondo gli operatori sanitari coinvolti nell’iniziativa, in presenza di difficoltà nel gestire il pianto è indicato mettere il bambino in un luogo sicuro e chiedere supporto, evitando comportamenti che possano causare danni. La campagna prevede anche iniziative di sensibilizzazione a livello nazionale. L’11 e 12 aprile diversi monumenti italiani saranno illuminati di arancione per richiamare l’attenzione sul tema. A Torino è prevista l’illuminazione della Mole Antonelliana.

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