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Agricoltura

Aria più pulita dagli allevamenti: il progetto A.R.I.A. per ridurre l’ammoniaca

Il progetto promosso da Coldiretti Torino e Università di Torino punta a ridurre le emissioni negli allevamenti bovini con soluzioni innovative e più sostenibili

Aria più pulita dagli allevamenti: il progetto A.R.I.A. per ridurre l’ammoniaca

Unire ricerca scientifica e mondo agricolo per migliorare la qualità dell’aria è la base del progetto A.R.I.A. (Allevamenti Resilienti e Innovativi per l’Ambiente), promosso da Coldiretti Torino in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell’università di Torino. L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: ridurre le emissioni di ammoniaca prodotte dagli allevamenti bovini, contribuendo concretamente al miglioramento della qualità dell’aria, in linea con le normative europee e regionali.

Il progetto punta a sviluppare e testare soluzioni innovative per la gestione dei reflui zootecnici, intervenendo direttamente alla fonte delle emissioni. Tra le azioni previste: la sperimentazione di additivi chimici, fisici e biologico-enzimatici capaci di ridurre la formazione di ammoniaca, la verifica dell’efficacia in condizioni reali di allevamento e il miglioramento dell’utilizzo agronomico del letame, trasformandolo da potenziale problema ambientale a risorsa. Accanto ai promotori, partecipano anche Impresa Verde Cuneo e quattro aziende agricole del territorio tra Torinese e Cuneese. Il progetto è finanziato nell’ambito del programma di sviluppo rurale 2023-2027, attraverso il bando dedicato ai Gruppi Operativi Pei-Agri.

«Di fronte alla demonizzazione degli allevamenti - ha dichiarato Bruno Mecca Cici, presidente di Coldiretti Torino - vogliamo dimostrare con i fatti che il settore è pronto a fare la propria parte. Le nostre aziende diventano luoghi di sperimentazione per nuove tecnologie in grado di abbattere le emissioni direttamente dal letame». L’aspetto innovativo di A.R.I.A. sta proprio nell’approccio: non limitarsi a contenere o disperdere i gas, ma ridurne la formazione intervenendo sulla composizione biochimica degli effluenti. In questo contesto, l’uso di enzimi rappresenta una frontiera ancora in fase di sviluppo per l’agricoltura, già utilizzata in altri ambiti come il trattamento delle acque reflue, ma ancora da validare su larga scala negli allevamenti.

«L’innovazione - spiega il professor Elio Dinuccio dell’Università di Torino - consiste nello sviluppo di protocolli semplici, sostenibili e replicabili, oltre alla possibile realizzazione di soluzioni a basso costo per la gestione delle emissioni. Tutte le tecnologie saranno validate scientificamente e testate sul campo».

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