Cerca

L'evento

Il dj che prende in giro i dj arriva a Torino: Marco Cariola sbarca ai Murazzi

Non solo più meme: per salvare il clubbing, adesso si passa ai fatti

Il dj che prende in giro i dj arriva a Torino: Marco Cariola sbarca ai Murazzi

C’è una lingua che oggi corre più veloce degli editoriali e più affilata di molte recensioni: quella dei meme. Non spiegano, non argomentano — colpiscono. E spesso, proprio per questo, riescono a dire qualcosa di più preciso su un sistema.

Il termine “meme” nasce lontano da Internet. A coniarlo, nel 1976, è stato il biologo Richard Dawkins nel saggio The Selfish Gene, per descrivere come le idee si diffondono: per imitazione, mutazione, replicazione. Internet ha solo accelerato il processo, trasformandolo in una forma di comunicazione compressa, immediata, spesso brutale. È dentro questo ecosistema che si muove Marco Cariola.

Tutto inizia durante il lockdown. Per gioco, crea un flyer: un Capodanno immaginario in Autogrill, con Barbara D’Urso in consolle accanto a DJ reali e nomi completamente inventati. Il risultato è surreale, ma funziona. Migliaia di persone credono che l’evento esista davvero. Alcuni chiedono informazioni, altri vogliono partecipare, qualcuno si propone perfino per lavorarci.

Nel tempo, la pagina cresce e affina lo stile. I meme di Cariola iniziano a colpire un punto preciso: la trasformazione della musica elettronica in spettacolo. DJ che suonano con la console scollegata. Performance costruite più per i video che per la pista. Musica pensata per TikTok più che per essere ascoltata.

Quello che emerge è un’immagine sempre più chiara: la nightlife come “circo”, dove il DJ diventa performer, personaggio, brand. E la musica — spesso — passa in secondo piano. È una trasformazione che parte da lontano, dall’esplosione dell’EDM e dei DJ superstar, ma che con i social ha trovato una nuova forma. Oggi il successo si misura in visualizzazioni, engagement, presenza scenica. Il set, in molti casi, è solo una parte del prodotto. Cariola non attacca direttamente gli artisti. Piuttosto, ne esaspera i codici. Li replica, li distorce, li rende visibili. “Quando non riesci ad arrivare con la musica, l’unico modo è fare il clown”.

I contenuti funzionano perché parlano lo stesso linguaggio della scena: riferimenti interni, dinamiche riconoscibili, ironia immediata. Ma col tempo il progetto ha iniziato a toccare anche punti sensibili. Alcuni DJ lo ignorano, altri partecipano al gioco, altri reagiscono male. Blocchi, richieste di rimozione, messaggi privati sempre meno amichevoli.

In alcuni casi la tensione è salita di livello, con diffide e richieste formali di cancellazione dei contenuti — accompagnate anche da richieste economiche per "danni". Episodi che rientrano nella dinamica classica della satira: quando la caricatura si avvicina troppo alla realtà, smette di essere percepita come tale. La risposta di Cariola, però, resta coerente con il progetto: trasformare anche queste reazioni in materiale narrativo. “Con la denuncia ci ho fatto un bel meme”.

Il passaggio al live è stato naturale. Con Marco Cariola Goes To l’idea è semplice: riportare il focus sulla musica, sulla selezione, sulla pista. Meno sceneggiate, meno bisogno di fare spettacolo a tutti i costi. Torino è una delle tappe di questo percorso, in uno dei contesti più riconoscibili della nightlife cittadina.

Info evento
• Quando: sabato 9 maggio
• Dove: Gianca – Murazzi
• Orario: dalle 00:00 fino alle prime luci del mattino

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.